Pain & Gain - Muscoli e denaro, con Michael Bay tanti bicipiti e altrettanta noia
Pain & Gain - Muscoli e denaro, con Michael Bay tanti bicipiti e altrettanta noia
Cinema

Pain & Gain - Muscoli e denaro, con Michael Bay tanti bicipiti e altrettanta noia

La commedia dark del regista di Transformers naufraga nella violenza più gratuita. Non possono niente i rocciosi Mark Wahlberg e Dwayne Johnson. Il tedio è lì in agguato, più possente di un beverone proteico

Tre palestrati tanto pompati quanto ottusi sono i protagonisti di Pain & Gain - Muscoli e denaro. Il trio tutto bicipiti e steroidi è troppo stupido per essere vero. Eppure è proprio a una storia vera che si ispira il nuovo film di Michael Bay, il regista di Transformers, dal 18 luglio al cinema. Nel 1995, infatti, un gruppo di culturisti di Miami macchiò le manone di sangue entrando nelle cronache nere della città. 

A interpretare questo clan noto come "Sun Gym Gang" ci sono Mark Wahlberg, la cui espressività si muove sempre di pochi millimetri eppure buca comunque i cuori; Anthony Mackie, il duro detective di colore della squadra speciale di poliziotti di Gangster Squad;  Dwayne "The Rock" Johnson, l'ex wrestler che ormai a Hollywood vale tanto oro quanto pesa (molto!). 

Daniel Lugo (Wahlberg) è la mente - si fa per dire - della gang. È il volenteroso personal trainer di una palestra, ma è stanco di essere trattato dai suoi facoltosi clienti come ragazzo dal futuro limitato. "Se sei disposto a lavorare puoi ottenere qualsiasi cosa": è il suo credo. Ed è pure convinto che sprecare i propri doni sia antipatriottico. Sospinto anche dagli insegnamenti di un improbabile motivatore asiatico (Ken Jeong, l’esilarante Leslie Chow di Una notte da leoni), sente di essere un vincente e ha deciso che è arrivato il momento di dimostrarlo. Uscirà dalla sua vita modesta e mediocre, diventerà ricco. Ha un piano in testa e per realizzarlo coinvolge il suo amico e collega Adrian Doorbal (Mackie) e l'ex galeotto che cerca con ostinazione e stolta ingenuità di avvicinarsi a Dio, Paul Doyle (Johnson). Il progetto è rapire il ricco uomo d'affari (Tony Shalhoub) che frequenta la palestra in cui lavora Daniel ed estorcergli tutti i suoi beni. 

Pur tra mille idiozie, i tre riescono nei loro intenti. Ma non riusciranno a far fuori la loro vittima, neanche passandogli sopra con il pick-up. Tutto quello che verrà dopo, sarà eseguito con ancora maggiore goffaggine e con una violenza casuale sempre più truculenta. Tanto sono dilettanti i tre delinquenti quanto devastanti. 

Nel cast anche Ed Harris, detective privato assoldato dal milionario rapito. 

Quella che vuole essere una commedia dark strappa-risate diventa un naufragare nello splatter più gratuito e inutile. A Michael Bay forse sembra davvero divertente tirar fuori un alluce mozzato per almeno tre scene o indugiare su un barbecue di mani, io lo trovo noioso e di cattivo gusto. Come son noiose e senza fine le 2 ore e 10 minuti di visione. 

Pain & Gain parla della deriva del Sogno Americano, e questa potrebbe essere una provocazione stuzzicante. Ma ci sono troppi muscoli e davvero poco ritmo per esserlo davvero: il tedio è lì in agguato, più possente di un beverone proteico.

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