È morto Jean-Luc Godard, il rivoluzionario della Nouvelle Vague
Jean-Luc Godard a Losanna, 13 novembre 2013
È morto Jean-Luc Godard, il rivoluzionario della Nouvelle Vague
Cinema

È morto Jean-Luc Godard, il rivoluzionario della Nouvelle Vague

Regista francese ideatore audace, ha lasciato pietre miliari del cinema, da Fino all'ultimo respiro a Bande à part. «Ha scardinato le regole. È stato tutto e il contrario di tutto», le parole di Patrice Leconte

È morto a 91 anni Jean-Luc Godard, creatore rivoluzionario di cinema, fra i più grandi esponenti della Nouvelle Vague. Regista francese ma anche scenografo, montatore, sceneggiatore, teorico, un ideatore audace, che nei suoi film ha provocato ora con sguardi diretti in macchina, ora con verbosità prolissa, ora con manifesti filosofici.

«È stato un creatore essenziale, un innovatore, più di Chabrol», il commento a caldo del collega Patrice Leconte, che in Italia presenta il suo ultimo film Maigret, dal 15 settembre al cinema. «Ha scardinato le regole del cinema. Scoprendo i suoi film, come Fino all'ultimo respiro, ho sentito che questo tipo di cinema mi parlava, come se lo schermo si avvicinasse a me. È stato tutto e il contrario di tutto, un regista molto importante».

Fino all'ultimo respiro, uscito nel 1960, è considerato il film manifesto della Nouvelle Vague, con la destrutturazione delle regole della tradizionale narrazione filmica. E con Jean-Paul Belmondo consacrato come uno dei più grandi attori e sex symbol, con cappello in testa, sigaretta e occhiali da sole.

E poi Il disprezzo (1963), trasposizione del romanzo di Moravia, con Brigitte Bardot e Michel Piccoli: uno dei più grandi successi commerciali di Godard.
Bande à part (1964), una delle pietre miliari della Nouvelle Vague, con Anna Karina che è stata anche sua moglie, ha ispirato Quentin Tarantino in Pulp Fiction ed è diventato anche il nome della casa di produzione del regista americano.

Si salvi chi può (la vita) del 1980 con Isabelle Huppert è il ritorno del regista francese di origini svizzere verso un'arte più tradizionale, alla ricerca di una forte bellezza formale. Su questa scia di ricerca estetica, Prénom Carmen è stato il Leone d'oro al miglior film alla Mostra del cinema di Venezia del 1983 e anche Premio speciale della giuria per i valori tecnici a Raoul Coutard (fotografia) e François Musy (sonoro).

Recentemente Godard aveva diretto il controverso e cinico Film Socialisme (2010). Sempre più lontano da racconti rassicuranti per lo spettatore, con Adieu au langage - Addio al linguaggio (2014) lo aveva sfidato di nuovo, inframezzando la narrazione con idee politiche, filosofiche e artistiche.

«Il tuo cinema è la saturazione di segni magnifici che ci immergono nella luce della loro mancanza di spiegazione», aveva detto di Jean-Luc Godard l’altro decano del cinema, il portoghese Manoel de Oliveira.

Una scena di Fino all'ultimo respiro:

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