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Cinema

I 10 film francesi più belli del 2019

Racconti in costume che sferzano di libertà e poesia, western di sangue e speranza, avventure essenziali e luminose...

Tra i film francesi usciti nel 2019 in Italia, ecco quelli che ci sono piaciuti di più. Svetta Ritratto della giovane in fiamme, entrato anche nella cinquina dei candidati al Golden Globe 2020 per il miglior film straniero. 

1) Ritratto della giovane in fiamme di Céline Sciamma

In un equilibrio tra eleganza e passione, nella Francia di fine '700 una storia d'amore lesbico, libero, maestoso, struggente, come la poesia. Sul filo del mito di Orfeo ed Euridice, amanti divisi da uno sguardo, le due protagoniste (Adèle Haenel e Noémie Merlant) si studiano a distanza, mentre il desiderio si insinua. Sciamma dipinge i sentimenti come fossero arte, nella sceneggiatura asciutta ed evocativa, nelle sequenze come quadri.

2) I fratelli Sisters di Jacques Audiard

Un western di sangue e speranza. Joaquin Phoenix fa il solito ruolo a cui ci ha abituato: maledetto, inquieto, intrattabile. Di fianco a lui, sella a sella, il fratello saggio John C. Reilly. Tutto sembrerebbe come da copione: due assassini dal destino tracciato. E invece a volte anche nel vecchio West c'è luce e gli irrecuperabili possono provare a cambiare. 

3) L'ufficiale e la spia di Roman Polanski

Film solido, dall'impianto classico, racconta l'affaire Dreyfus, un caso che intreccia malagiustizia e antisemitismo e divise la Francia di fine Ottocento. Polanski ricostruisce a mo' di giallo, mettendo tutto in mano a Jean Dujardin che, nei panni dell'ufficiale Georges Picquart, intavola una battaglia coraggiosa per la verità. 

4) Takara - La notte che ho nuotato di Damien Manivel e Kohei Igarashi

Un regista francese e uno nipponico, insieme per raccontare un'avventura semplice e incantevole. In una regione nevosa del Giappone, un bimbetto di sei anni salta la scuola per andare a trovare suo padre pescivendolo a lavoro. Una storia essenziale e poetica, senza dialoghi, mentre seguiamo il piccolo Takara tra giochi con la neve, guanti perduti, bucce di mandarino, nel mondo tutto suo, piccolo Buster Keaton giapponese.

5) Remi di Antoine Blossier

Raramente la trasposizione cinematografica dei classici della letteratura produce buoni film. Questa versione in live action del piccolo senza famiglia Remi ideato Hector Malot, invece, smentisce la consuetuine e spazza via ogni pregiudizio: è un'avventura emozionante e luminosa, molto più solare dei ricordi d'infanzia della serie animata. Meravigliosi i paesaggi sconfinati e verdissimi ripresi in cinemascope.

6) La belle époque di Nicolas Bedos

Un creativo (Daniel Auteuil) in crisi di aspirazioni e verve, abbandonato dalla moglie (Fanny Ardant) che di verve ne ha da vendere, trova nel passato ricreato ad hoc la voglia di riprendere a vivere e ad amare. Il tutto tra trovate nostalgiche, originali e simpatiche. Una sceneggiatura scoppiettante, per una commedia che sa far ridere senza banalità. 

7) Quel giorno d'estate di Mikhaël Hers

Un ragazzo solare e scompigliato (Vincent Lacoste), sua sorella maggiore e la piccola nipote. E poi il terrore che irrompe, improvviso e inatteso. Un film delicato sull'elaborazione del lutto e dei traumi, un ritratto della gioventù parigina, della "generazione Bataclan", che ha percorso gli attentati del 13 novembre 2015.

8) Le verità di Hirokazu Koreeda

Nel suo primo film non in giapponese Koreeda non tocca quel vertice di costruzione narrativa e intimista trovato finora nel tracciare i legami famigliari (si veda la Palma d'oro Un affare di famiglia). Però le protagoniste sono Catherine Deneuve e Juliette Binoche, madre e figlia distanti e riottose, e vederle insieme è uno spettacolo. La sceneggiatura misura ogni parola e spesso scaglia frasi di realismo tagliente.

9) Il professore cambia scuola di Olivier Ayache-Vidal

Si ridacchia con gusto di fronte a questa commedia francese ironica, intelligente ma non altèra, che galleggia sui luoghi comuni dell'istruzione nelle banlieu parigine multietniche, tra disagio e tentativi educativi spesso fallimentari. La sceneggiatura è pensosa e delicata ma non si prende troppo sul serio.

10) Le invisibili di Louis-Julien Petit

"Invisibili" sono le donne senza fissa dimora di Parigi (per lo più interpretate da vere senzatetto) e le loro assistenti sociali, tutte complicate e meravigliose. Un microcosmo femminile in difficoltà raccontato con delicatezza e umorismo. Tanto cuore, ma a volte il film si perde nella ricerca volenterosa di un residuo di ottimismo.


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