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Immagine del film "Elvis" (Warner Bros.)
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Cinema

Festival di Cannes 2022, i 10 film più attesi

David Cronenberg promette di essere alquanto estremo. E il suo è tra i titoli più caldi alla Croisette. Ma non è il solo, tra italiani in concorso e grandi produzioni a suon di rock 'n' roll

Festival di Cannes, rieccoci. Se nel 2020 il festival della Costa Azzurra era saltato causa Covid, e nel 2021 era slittato a luglio per eludere i mesi più intensi della pandemia, la 75^ edizione ora torna nelle sue date abituali, in programma dal 17 al 28 maggio, ma subisce i condizionamenti della guerra in Ucraina: il film d’apertura Z (comme Z) del regista francese Michel Hazanavicius, remake del film giapponese del 2017 Zombie contro zombie - One cut of the dead, ha cambiato titolo per non essere considerato filo-Putin. Commedia horror di zombie, che invadono il set di un film low budget di zombie, nel titolo originale francese Z (comme Z) quella “Z” sta a indicare sia gli stessi zombie che i film di serie Z, come sono chiamati in Francia i b-movie. L'Istituto ucraino Volodymyr Sheiko, però, ha sottolineato come quella "Z" sia anche il simbolo dell’avanzata russa in ucraina, in effetti incisa su alcuni tank, ostentata sulla sua canotta dall’atleta russo Ivan Kuliak nella Coppa del Mondo di ginnastica artistica in Qatar. Da ciò il cambio di titolo del film, almeno durante il festival, in Coupez! (titolo internazionale Final cut).

E se il cinema, come il mondo, fatica a ritrovare i suoi consueti ingranaggi, con gli incassi in sala ancor bolsi, il Festival di Cannes prova però a ritrovare i suoi fasti, tra grandi maestri e nuove promesse. Tra tutti i film in programma, a guidare le attese c’è senz’altro il ritorno di David Cronenberg.

Ecco, secondo noi, i 10 film più attesi del Festival di Cannes.

Crimes of the future di David Cronenberg

Otto anni dopo Maps to the Stars, David Cronenberg torna con un film (in concorso) che promette di essere estremo: «Sono sicuro che ci saranno persone che usciranno durante i primi cinque minuti del film», ha detto il regista canadese ideatore del body horror.
Crimes of the future, che non è un remake del suo omonimo film del 1970, offre un intrigante terzetto di attori: Viggo Mortensen, Léa Seydoux, Kristen Stewart.

In un mondo in cui la specie umana si adatta a un ambiente sintetico, il corpo umano è soggetto a nuove trasformazioni e mutazioni: qui un celebre artista (Mortensen), aiutato dalla compagna (Seydoux), mette in scena la metamorfosi dei suoi organi in spettacoli d'avanguardia, mentre un’agente (Stewart) dell’Ufficio del Registro nazionale degli Organi segue da vicino le sue pratiche.

Immagine del film "Crimes of the future" (Foto: Nikos Nikolopoulos)

Decision to leave di Park Chan-wook

Park Chan-wook ci ha abituati a storie di brutale intensità, come il capolavoro di vendetta e sadismo Oldboy o il thriller raffinato sul filo del male Stoker. Il regista sudcoreano ora propone He-eojilgyeolsim (titolo internazionale Decision to leave): un detective, chiamato a indagare sulla misteriosa morte di un uomo sulle montagne coreane, si invaghisce di sua moglie, principale sospettata dell’omicidio.

Il film è in corsa per la Palma d’oro, che sarà assegnata dalla giuria capitanata dall'attore francese Vincent Lindon e che vede tra i giurati la nostra Jasmine Trinca (che debutta anche alla regia con Marcel!, tra le Proiezioni speciali del festival). Un’altra italiana, Valeria Golino, è invece presidente della giuria di Un certain regard.

Close di Lukas Dhont

31 anni, belga, Lukas Dhont cerca conferme a Cannes 75. Nel 2018 aveva fatto un esordio lucente proprio alla Croisette. Girl, affresco di un’adolescente transgender che sogna di diventare un’étoile della danza classica, proposto nella sezione Un Certain Regard, aveva vinto la Caméra d'or per la miglior opera prima e la Queer Palm.
Ora torna, selezionato per il concorso principale, con Close, storia di un’intensa amicizia tra due tredicenni, improvvisamente interrotta; per capire cosa sia successo, uno dei due si avvicina alla madre dell’altro.

Triangle of sadness di Ruben Östlund

Dopo la Palma d’oro vinta nel 2017 con The Square, film che si fa beffe del mondo dell’arte contemporanea, ora il regista svedese che avevamo amato per Forza maggiore (2014) con Triangle of sadness prende in giro l’universo dell’alta moda. Dopo la Fashion Week, una coppia di modelli e influencer viene invitata su uno yacht per una crociera di lusso. Il capitano di bordo è Woody Harrelson

Il film è in corsa per la Palma d’oro.

Tori et Lokita di Jean-Pierre et Luc Dardenne

I prolifici e attenti fratelli Dardenne sono sempre da aspettare con alte attese. Anche quando non svettano, sanno sempre raccontare la complessità umana con sguardo caldo e sensibile.
Già due volte Palma d’oro (con Rosetta e L'enfant - Una storia d'amore), ora sono in concorso con Tori et Lokita. Trama: un ragazzo e una ragazzina, venuti soli dall'Africa, oppongono la loro invincibile amicizia alle difficili condizioni del loro esilio.

Le otto montagne di Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch

Dal libro premio Strega del nostro Paolo Cognetti al film, che ha una regia belga, la coppia Charlotte Vandermeersch e Felix Van Groeningen (lui è il regista dello struggente Alabama Monroe - Una storia d'amore) ma un cast italiano doc e sopraffino, Luca Marinelli e Alessandro Borghi, i due talenti del cinema tricolore, affiancati dal buon Filippo Timi. La produzione è firmata Italia, Belgio, Francia.
Le otto montagne (in concorso) racconta la storia di un’amicizia. Un’amicizia nata tra due bambini che, divenuti uomini, cercano di prendere le distanze dalla strada intrapresa dai loro padri ma, per le vicissitudini e le scelte che si trovano ad affrontare, finiscono sempre per tornare sulla via di casa.

Un film belga ma in gran parte italiano, in lizza per la Palma d'oro, aggiunto in corsa alla prima Selezione ufficiale annunciata, accanto all'italiano Nostalgia di Mario Martone e al quasi italiano Les Amandiers dell’italo francese Valeria Bruni Tedeschi, produzione transalpina.

Immagine del film "Le otto montagne" (Foto: Festival di Cannes)

Elvis di Baz Luhrmann

Dopo aver aperto per ben due volte il Festival di Cannes (con Moulin Rouge! nel 2001 e con ll grande Gatsby nel 2013), Baz Luhrmann torna fuori concorso con uno dei film più attesi della stagione, Elvis, ovvero un biopic sul re del rock, Elvis Presley, interpretato da Austin Butler, visto attraverso il prisma della sua complicata relazione con il suo enigmatico manager, il colonnello Tom Parker, interpretato da Tom Hanks.
Nella colonna sonora del film c'è anche la cover di If I can dream cantata dai Måneskin.

Top Gun: Maverick di Joseph Kosinski

A 36 anni dal cult Top Gun, il pilota americano Pete “Maverick” Mitchell torna nel sequel Tog Gun: Maverick, fuori concorso. E dopo 30 anni Tom Cruise torna a Cannes: la sua precedente e unica apparizione era stata nel 1992 per Cuori ribelli.
Makerick è l’aviatore più veloce della Marina americana e Cruise, a quasi sessant’anni, gli dà ancora tutta la prestanza fisica e il fare sbruffone che si addice al personaggio. Avrà a che fare con nuovi vecchi amori (Jennifer Connelly) e con fantasmi del passato: un rapporto complicato con il tenente Bradley Bradshaw (Miles Teller), nome di battaglia "Rooster”, figlio del suo vecchio compagno Nick Bradshaw “Goose” morto in volo.

Top Gun: Maverick uscirà subito nelle sale italiane, il 25 maggio.

Broker di Hirokazu Kore'eda

Un altro regista Palma d’oro, un altro titolo molto atteso. Il giapponese Hirokazu Kore'eda, abile esploratore di sentimenti e complesse trame famigliari, ha trionfato a Cannes nel 2018 con Un affare di famiglia. Ora si cimenta nel suo primo film in lingua coreana, per cui assolda Song Kang-ho, splendido attore feticcio di Bong Joon-ho, il sudcoreano premio Oscar di Parasite.
Ancora una volta Kore'eda si diletta con legami famigliari particolari: una giovane donna abbandona il suo bambino appena nato, che viene prelevato illegalmente da due uomini, determinati a trovargli una nuova famiglia.

Nostalgia di Mario Martone

Film italiano in corsa per la Palma d’oro, Nostalgia porta Pierfrancesco Favino nel ventre di Napoli, nel rione Sanità, nei panni di un uomo che dopo 40 anni di lontananza riscopre i codici del quartiere e un passato che lo divora.
Martone, che neanche otto mesi fa era invece in concorso a Venezia con Qui rido io, torna in concorso a Cannes dopo che nel 1995 era stato selezionato con il suo secondo film L'amore molesto. L’odore del sangue (2004) invece era stato presentato nella Quinzaine des Réalisateurs.

Nostalgia arriverà subito al cinema, il 25 maggio.

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