«American Psycho» compie 20 anni e chiarisce i dubbi sull'ambiguo finale
Cinema

«American Psycho» compie 20 anni e chiarisce i dubbi sull'ambiguo finale

Il personaggio ideato da Bret Easton Ellis e magistralmente interpretato da Christian Bale è davvero un serial killer? O quello che vediamo è solo frutto della sua immaginazione?

Pop in a boxAmerican Psycho compie 20 anni. Il film diretto da Mary Harron con Christian Bale ha fatto il suo debutto al Sundance Festival nel 2000, tra grande scetticismo. «Non mi aspettavo tutta questa ostilità» ha raccontato la regista, ricordando la premiere della pellicola. «La gente non sapeva come reagire, mentre io Christian e pochi altri ridevamo a crepapelle». Lo stesso Bale ha affermato di aver trovato la sceneggiatura per il film, «la più ridicola che avesse mai letto». La genialità del film - e del libro da cui si è ispirato - sta tutta qui. American Psycho è un racconto al limite del distopico, una satira in chiave dark. Patrick Bateman è infatti presentato come il tipico yuppie di Wall Street, uno dei tanti cloni che hanno dato vita a una società priva di ideali. L'apparenza regna sovrana. Non è certo un caso che il film si apra con il nostro protagonista impegnato nella sua preparazione mattutina, tra esercizi fisici, creme e abiti firmati. Seguiamo Patrick nella sua vita di tutti i giorni, scandita da drink e cene nei ristoranti più esclusivi della città e tentativi di mostrare la propria supremazia sui colleghi, mostrando di avere un biglietto da visita più chic e costoso.

È lui stesso ha mostrarci per primo che c'è qualcosa che lo rende diverso da tutti gli altri. «C'è una vaga idea di Patrick Bateman, una sorta di astrazione. In realtà non sono io, ma una pura entità, qualcosa di illusorio. Anche se so mascherare la freddezza del mio sguardo, e tu puoi anche stringermi la mano e sentire la mia pelle a contatto con la tua, e persino arrivare a credere che i nostri stili di vita sono perfettamente comparabili... la verità è che io non sono lì». Ecco così che Christian Bale ci accompagna nella discesa del suo protagonista nella psicosi. Patrick sfrutta la sua «invisibilità» per compiere efferati delitti. Dopo aver ucciso il suo collega Paul Allen e due prostitute, il serial killer si trova di fronte a un bancomat che invece di inserire la sua carta di credito gli chiedi di «offrirgli un gatto morto». L'uomo viene sorpreso da una donna mentre cerca di sacrificare la bestiola e finisce per essere inseguito dalla polizia. Dopo aver sparato a una macchina, Patrick chiama il suo avvocato e confessa di aver ucciso «20, forse 40 persone». Il giorno dopo però, quando il giovane broker si reca nella casa di Paul Allen - dove aveva fino a quel momento nascosto i corpi delle sue vittime - la trova intonsa. Non solo, quando si reca al bar per incontrare i suoi colleghi trova anche l'avvocato convinto che quello di Bateman sia stato uno scherzo di cattivo gusto. Il film si conclude con un monologo: «La mia pena è costante e affilata, e io non spero per nessuno un mondo migliore, anzi voglio che la mia pena sia inflitta agli altri, voglio che nessuno possa sfuggire. […] la mia punizione continua a eludermi. […] Questa confessione non ha nessun significato».

La domanda non può che sorgere spontanea: Patrick Bateman è davvero un serial killer o è stata un'allucinazione? Proprio in occasione del ventennale del film, il cast ha fatto chiarezza sull'ambiguo finale. Così, mentre la regista ha detto lapidaria che non risponderà mai alla domanda «Patrick ha davvero ucciso tutte quelle persone?» perché «come direbbe Quentin Tarantino: "Se ve lo rivelassi, vi priverei del film stesso"», la sceneggiatrice Guinevere Turner ha sottolineato che tutto ciò che è successo nella pellicola è reale. «Alla fine del film Patrick percepisce le cose in maniera diversa, ma questo non significa che non siano reali. Non abbiamo mai voluto che il finale del film fosse ambiguo, volevamo che lo spettatore uscisse dalla sala convinto della colpevolezza di Bateman».

Funko pop celebra i 20 anni del film con due statuine esclusive

Pop in a box nasce nel 2014 come rivenditore indipendente di Funko pop! e cresce esponenzialmente fino ad oggi, diventando distributore ufficiale Funko, punto di riferimento per i collezionisti in Italia così come in Europa e Usa. La crescita della loro fanbase gli ha permesso di creare statuette esclusive per il sito di fandom come Disney (Il Re Leone, La Sirenetta, Pinocchio, Pongo & Peggy, Lilo e Stitch), Marvel (Agent Venom e Lady Deadpool) e Harry Potter che hanno riscosso molto successo. Per festeggiare il ventennale di uno film cult come American Psycho, Funko non poteva che creare una statuetta raffigurante Patrick Bateman, prima e dopo l'omicidio del suo collega, con indosso l'iconico trench di plastica trasparente. Abbiamo parlato con i fondatori di Pop in a box per farci raccontare cosa si nasconde dietro questo fenomeno.

Come avete scoperto l'universo Funko?

«Interesse personale principalmente. Nel 2014 il mercato era alle origini e ci si muoveva su gruppi sui social e tra privati. Dalla nostra esperienza è nata la voglia di creare un vero e proprio punto di riferimento per i collezionisti, e al momento contiamo una gamma di oltre 5000 Funko pop! disponibili, tra articoli in stock e in pre-ordine, oltre che un servizio di abbonamento mensile con moltissimi vantaggi.

Il mercato italiano è ancora agli inizi, rispetto alla vera e propria Funko mania negli Stati Uniti. Pensate che la cosa si evolverà?

«Assolutamente. L'interesse è palpabile e ogni anno la crescita è sostanziale. L'avventura non è che agli inizi. Per questo ci troverete sempre in prima linea con tutti i lanci annunciati da Funko, le nostre esclusive e le esclusive delle convention».

Qual è a oggi la Funko più ricercata?

«Domanda da un milione di dollari!. Visti gli interessi assolutamente vasti dei vari collezionisti, ci sono vari best seller. I primi in assoluto per celebrità sono il Funko pop! PX exclusive di Tony Stark con il guanto dell'infinito, la nostra esclusiva Harry Potter di Lord Voldemort con Nagini, Baby Yoda, Freddie Mercury con la giacca gialla al concerto di Wembley e Michael Jordan».

Raccontateci della versione speciale per American Psycho

«Il Funko pop! di Patrick Bateman è un cosiddetto common, ovvero non è un Pop! esclusivo, ma è comunque molto speciale e richiesto. È stato annunciato in occasione di London Toy Fair a Gennaio, uno degli eventi di punta del mondo Funko insieme a New York Toy Fair dove vengono rilasciate centinaia di nuove uscite in una sola giornata. Ciò che rende il Funko pop! di American Psycho speciale, è la presenza di una versione "chase". Una versione chase è una versione modificata del pop! regolare spesso con dettagli di pittura differenti, che viene prodotta in edizione limitata, in proporzione di volume 1 a 6 – ovvero appena oltre il 16% del totale. È quindi una versione più rara, che viene inviata con il bollino giallo "chase". La versione regolare di Patrick presenta impermeabile e ascia, e nella versione chase si aggiunge il ricercato dettaglio splatter di macchie di sangue sul viso. Per ottenere la versione chase, bisogna incrociare le dita: la spediamo con 1 probabilità su 6 con l'ordine dell'articolo in questione, ovviamente al costo del Pop! regolare».

Quali altri lanci possiamo aspettarci?

«Ah! Un'altra domanda da un milione di dollari. Tanti, tantissimi e bellissimi. Funko annuncia normalmente nuovi prodotti quasi ogni giorno. Non possiamo rivelare niente, ma saranno mesi davvero interessanti».

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