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Cinema

A Venezia 3 coeurs, melodramma disarmonico con Charlotte Gainsbourg e Chiara Mastroianni

Le attrici sono due sorelle tanto unite quanto prossime a un inevitabile scontro. Il film di Benoît Jacquot ha ricevuto alcuni fischi. Immeritati

La musica inquietante di Bruno Coulais apre 3 cœurs di Benoît Jacquot, secondo film francese presentato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia. Di notte, nella stazione di una cittadina di provincia francese, un uomo (Benoît Poelvoorde) perde l'ultimo treno per Parigi e si guarda attorno con fare circospetto, quasi alla ricerca di qualcosa. O di qualcuno. 
Quando una donna (Charlotte Gainsbourg) si presenta al bar in cui sta bevendo un'acqua naturale, lo coglie l'ansia di conoscerla. E così fa. 

I due passano la notte insieme a chiacchierare e l'indomani si salutano con tante reciproche aspettative. La donna è Sylvie, sorella di Sophie (Chiara Mastroianni). Tra le due c'è un legame speciale. Sylvie è più indipendente, Sophie più sentimentale, ma la sintonia è totale. Insieme gestiscono un negozio di antiquariato e spesso sono a casa dell'amorevole madre (Catherine Deneuve) che sta sempre a sfornare cenette e pranzi. Non sanno che l'incontro di Sylvie con quell'uomo sta per portarle su un binario unico, di inevitabile scontro. Non ci sono colpe, ma il dolore è inevitabile.

Se loro non lo sanno, noi intuiamo presto che qualcosa di drammatico è nell'aria. Il regista ce lo ricorda spesso, con quella musichetta minacciosa che ritorna in momenti in cui non ci sarebbe alcuna connessione tragica, anche al supermercato o quando Sylvie prende il treno. 

Jacquot realizza un melodramma disarmonico non privo di forzature narrative (alcune coincidenze sembrano tirate per i capelli) ma riesce a tenere alto fino alla fine il coinvolgimento dello spettatore e chiude con una bella svolta dolciastra che alleggerisce la gravità raggiunta. "Scrivendo la sceneggiatura abbiamo cominciato dalla fine", dice il regista. "Tutto il resto viene da lì".

3 cœurs è stato accolto dalla stampa con rari applausi e altrettanti fischi che sembrano però ingenerosi. Il gioco di sentimenti esplorato è più che plausibile e la concentrazione emotiva è quanto basta vibrante.

Le tre dive sono tutte presenti al Lido: Catherine Deneuve granitica e cortese, Chiara Mastroianni sicura e gentile, Charlotte Gainsbourg così eterea, reattiva alle domande dei giornalisti e affabile eppure con un'aria sempre un po' assente (e affascinante, sì). Deneuve e Mastroianni sono madre e figlia anche nella vita. Per Gainsbourg non è stato immediato inserirsi in questo duo come seconda "figlia": "Ne ero un po' intimidita", confessa. 

Mamma Deneuve ha amato del suo personaggio anche il tanto cucinare: "Sono come una nutrice che nutre le sue figlie. Il mio personaggio non dice molto ma lo fa fisicamente e questo mi piace". Sarà lei la prima a capire che le cose stanno precipitando. "Con una figlia non c'è tanto bisogno di parlare per capire", afferma "ma se volete sapere del mio rapporto vero con Chiara mi dispiace, prendete dal film, non mi metto certo a raccontare altro della relazione tra noi". 

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