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Cinema

I 10 film americani più belli del 2014

Ci hanno commosso o inquietato. Hanno disegnato un futuro color arancio o di tempeste di sabbia. Ecco la nostra top del cinema a stelle e striscie

10) "Lo sciacallo - Nightcrawler" di Dan Gilroy

Il cinismo contemporaneo e l'irruenza mediatica senza scrupoli si fanno film. Dan Gilroy, sceneggiatore di The Bourne Legacy, debutta alla regia con un lungometraggio spaventoso e provocatorio. Jake Gyllenhaal non è mai stato così inquietante, di oscuro carisma. Nei panni dell'instabile Lou Bloom offre una performance esplosiva: gli incidenti stradali e le scene del crimine sono il suo pane quotidiano, che lo rendono un "talento" della videocamera e del "giornalismo" di strada, un mostro che punta alla sua ascesa personale in un mondo che ricompensa coloro che fanno di tutto per andare avanti. 

9) "The look of silence" di Joshua Oppenheimer

È meno dirompente de L'atto di uccidere (The Act of Killing), documentario di cui è una sorta di sequel, ma striscia dentro colpendo ugualmente il cuore. Joshua Oppenheimer, regista statunitense (la produzione invece è europea), torna sui luoghi dell'orrore, rievocando sempre in forma di doc il genocidio compiuto in Indonesia tra il 1965 e il 1966. Se nel 2012 aveva fatto parlare i boia, fieri delle loro uccisioni, oggi porta Adi, il cui fratello fu assassinato dagli squadroni della morte, a confrontarsi cogli assassini di allora. Senza ansia giudicante, quietamente, non senza dolore.

8) "A proposito di Davis" di Joel ed Ethan Coen

È un film da lasciar decantare. A cavallo di una sceneggiatura sottile, alla loro solita maniera, i fratelli Coen tratteggiano un sapiente affresco della scena folk newyorchese prima di Bob Dylan. La macchina da presa segue per un periodo di tempo circoscritto la vita di un giovane cantante, Llewyn Davis (Oscar Isaac), in una storia che si chiude su di sé in una inattesa struttura circolare.

7) "12 anni schiavo" di Steve McQueen

Vincitore di tre Oscar tra cui il principale come miglior film, eppure è forse l'opera finora meno potente del talentuoso Steve McQueen, regista britannico che racconta una storia vera molto americana (prodotta dagli States). Con mano decisa e cruda, rappresenta i 12 anni di schiavitù vissuti da Solomon Northup (interpretato da Chiwetel Ejiofor). Tanto realismo e brutalità lucida. Ha lanciato Lupita Nyong'o.

6) "Interstellar" di Christopher Nolan

Non è il capolavoro che ci si aspettava dall'immaginifico Christopher Nolan, ma la sua odissea nella spazio è comunque tentacolare e sorprendente, intrecciata attorno a un emozionante rapporto padre-figlia. L'umanità ha spolpato il pianeta e sta ormai andando verso l'estinzione. Tra distese di campi coltivati, tempeste di sabbia, nuove galassie da esplorare, si muove un'avventura fantascientifica affascinante ed enigmatica.

5) "Grand Budapest Hotel" di Wes Anderson

Eleganza giocosa e colorata, cura estrema dei dettagli sotto cui brulicano idee ed emozioni: ecco il solito amato e ironico Wes Anderson. In un'Europa orientale di pura fantasia, si muove una commedia acrobatica e paradossale, con un pot-pourri di attori fantastici, primo fra tutti Ralph Fiennes.

4) "American Hustle - L'apparenza inganna" di David O. Russell

David O. Russell realizza un film scoppiettante e cesellato da interpretazioni memorabili, da Amy Adams super sexy a Christian Bale ingrassato ma affascinante a Jennifer Lawrence mina vagante. Eppure è stato incredibilmente ignorato dagli Oscar. Sul filo costante della dissimulazione, due truffatori vengono ingaggiati dall'FBI per incastrare politici corrotti ma... chi imbroglia chi? Storia vera.

3) "Lei" di Spike Jonze

Film dolcissimo con qualche spruzzata acre, affascinante e innovativo nel suo essere stilisticamente quasi retrò, Lei apre a non poche riflessioni sul nostro oggi. In un futuro non così lontano, scaldato da colori pastellati sull'arancio, Joaquin Phoenix è un ragazzo sensibile che veste pantaloni a vita alta. Uscito da una storia dolorosa, si innamora del suo OS, una voce tecnologica che nella versione originale è quella calda e sinuosa di Scarlett Johansson (Micaela Ramazzotti in italiano). L'incomunicabilità tra umani è servita.

2) "Nebraska" di Alexander Payne

In un bianco e nero stilisticamente perfetto, la malinconia si sposa alla comicità. Nebraska è un road-movie delicato e toccante che celebra i rapporti famigliari, la paternità e l'amore di un figlio per suo padre. Bruce Dern è un magnifico vecchio del Montana, taciturno, testardo e un po' rimbambito. Emozionante la sua interpretazione.

1) "Boyhood" di Richard Linklater

Sorprendente e del tutto nuovo, Boyhood è un'incredibile scommessa con il tempo. Magnificamente inta. È quasi folle l'idea di Richard Linklater: costruire un racconto di formazione riprendendo gli stessi attori nell'arco di 12 anni, con le loro trasformazioni fisiche, tra il 2002 e il 2013. Lo spettatore segue il piccolo Mason (Ellar Coltrane) dai 6 ai 18 anni, nella sua crescita, accanto alla madre separata (Patricia Arquette) che oscilla tra amori e nuove case: un viaggio emozionante e stupendo, che rimane nel cuore. 

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