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Televisione

Da Cortina alla Davis del '76: la Rai torna al documentario sportivo

Prima i Mondiali di sci, poi Luna Rossa e la squadra del tennis che vinse in Cile: così il servizio pubblico prova a rilanciarsi nello storytelling dello sport

Prima la kermesse dei Mondiali di sci di Cortina 2021, il primo grande evento sportivo che l'Italia organizza e ospita nel pieno della crisi pandemica che ha cancellato o quasi lo sport. Poi Luna Rossa con i suoi brividi di Coppa America. Infine la storia della squadra azzurra che nel 1976, in mezzo alle polemiche, volò a Santiago del Cile per conquistare la sua prima e unica Coppa Davis in un cortocircuito di emozioni sportive, sociali e politiche. La Rai parte da tre storie dal grande impatto emotivo per il pubblico italiano per riallacciare i fili con il racconto dello sport sotto forma di documentario. Un terreno troppo a lungo lasciato incolto dal servizio pubblico e che ora torna centrale nella mission di Rai Documentari che prova a rimettersi al centro della scena occupata in questi anni da altri narratori.

'Road to Cortina 2021', in onda su Rai2 nel giorno dell'inaugurazione della manifestazione che un anno fa fu rimandata a causa dello scoppiare della pandemia, rappresenta il debutto. Poi ci sarà, a gare finite, la sfida di raccontare le giornate cortinesi andando oltre eventi e risultati sportivi (21 febbraio). "Questi appuntamenti saranno anche un test sulla nostra capacità di raccontare la realtà sportiva in chiave documentaristica" è la premessa di Duilio Giammaria, a capo della Direzione Rai Documentari creata nel gennaio 2020. Un progetto molto più ampio in cui anche lo sport gioca la sua parte.

Perché raccontare Cortina e i suoi Mondiali? "Per vari motivi. Intanto per rispondere a un'esigenza del sistema Paese per raccontare il primo grande evento dell'era Covid". Ma non c'è solo questo: "Lo sport è un grande racconto, un luogo dove attraverso l'archivio Rai e nuove forme di storytelling si può andare a toccare piani diversi che non siano solo quelli puramente sportivi". Dunque, la scienza, la medicina e anche la sfida tecnologica oltre agli aspetti umani di cui è permeata ogni vittoria e ogni sconfitta. Non è un caso che al mondo dello sport si siano storicamente avvicinati grandi autori e grandi registi.

L'obiettivo sarà spingere gli interlocutori a uscire dalla propria comfort zone: "Conta guadagnare la loro fiducia, riuscire a portare le persone a un racconto più ampio" è la mission detta da Giammaria. Cortina rappresenta il primo step, ma l'idea è aprire un nuovo filone e l'appuntamento dei prossimi mesi (primavera) con la squadra della David '76 sarà un ulteriore salto di qualità perché il racconto intreccerà piani tra loro apparentemente distinti: "Politica, vicende umane, insuccessi e divisioni di un Paese che anche nello sport, così come in molti altri settori, spesso è stato capace di rappresentarsi meno unito di quanto non lo sia nella realtà". Anche per questo, raccontarlo partendo dallo sport diventa una sfida.

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