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Account condivisi, Netflix blocca chi fa gruppo per pagare meno

Al via i test per frenare la condivisione della password che sfrutta il piano famigliare per limitare le spese e guardare film e serie tv

Aumentare i clienti e mantenerli nel tempo è la priorità di servizi come Netflix, che dopo aver superato quota 200 milioni di abbonati200 milioni di abbonati guarda a un maggior numero di produzioni per ampliare il catalogo e continuare a solleticare l'interesse di nuovi e vecchi appassionati, ma si guarda anche le spalle studiando come bloccare la condivisione degli account tra sconosciuti. A questo proposito, la compagnia di Los Gatos, California, ha avvitato un test per una nuova funzionalità mirata, appunto, a frenare una tendenza facilitata dall'abbonamento famigliare offerto dalla piattaforma.

La più costosa delle tre opzioni di sottoscrizione, denominata Premium e costa 15,99 euro al mese, oltre alla massima qualità video con risoluzione 4K (che dipende comunque dal dispositivo utilizzato per la visione e dalla connessione internet), permette di guardare contenuti su quattro device diversi in contemporanea. Il dettaglio è stato concepito per consentire a genitori, figli e parenti e amici che vivono sotto lo stesso tetto di poter usufruire del servizio in ogni momento - con un massimo di quattro profili - ma l'opportunità è stata sfruttata anche da chi era desideroso di scegliere film, serie tv e documentari proposti da Netflix senza voler pagare l'intera quota mensile. Meta facile da raggiungere con la divisione dell'abbonamento con altre tre persone, amici o sconosciuti poco importa.

Il fenomeno ha preso piede su scala globale, tanto che gli abbonamenti con la password condivisa sono pari a circa il 33% degli utenti Netflix, mentre nel tempo sono nate anche startup che agevolano la formazione di gruppi per la condivisione dei servizi e il risparmio per la relativa fruizione. Ora però le carte in tavola potrebbero cambiare, perché il principale player per lo streaming video ha iniziato a testare una funzione di blocco - apparsa finora a un numero esiguo di utenti, anche in Italia, proprio perché in questa prima fase la novità è circoscritta a un limitato numero di abbonati - che punta a rintracciare chi utilizza il servizio pur non essendo in una area geografica vicina al titolare dell'account.

In questo caso, invece del catalogo sullo schermo dello spettatore appare un messaggio che invita gli utenti a sottoscrivere un nuovo abbonamento, oppure ad accedere al proprio account tramite il codice di verifica inviato negli istanti successivi dalla stessa Netflix, che ha giustificato la mossa in nome della sicurezza degli account e delle informazioni presenti all'interno. Un sistema, quindi, che ricalca l'autenticazione a due fattori già in uso su molte piattaforme per verificare l'identità dell'utente che utilizza il servizio. In linea teorica, chi condivide l'abbonamento potrebbe continuare a farlo, a patto che il proprietario dell'account sia disposto ogni volta ed entro breve tempo a controllare l'email inviata in automatico da Netflix e comunicare il pin per l'accesso all'amico parte del gruppo. Non proprio il massimo per chi magari viene disturbato più volte al giorno mentre passa dal lavoro all'allenamento e al relax in casa.

Resta da capire, tuttavia, se anche chi condivide normalmente l'account con i propri familiari può essere raggiunto dal tentato blocco, poiché al momento non ci sono dettagli sulla tecnologia utilizzata da Netflix per individuare gli abbonamenti Premium. In tal caso si tratterebbe di una beffa per una fastidiosa verifica, anche se è probabile che Netflix stia testando la funzionalità proprio per svilupparla al meglio ed evitare noie agli utenti che rispettano i termini del servizio, prima di implementarla su scala globale.

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