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Televisione

Anna Tatangelo: «Dopo Scene da un matrimonio, sogno uno show tutto mio»

La cantante, che sabato 4 dicembre condurrà l'ultima puntata del people show di Canale 5, nel 2022 festeggia i vent'anni di carriera e non esclude il ritorno a Sanremo: «Ma i tempi per presentare un brano sono stretti»

Ci sono certe «operazioni nostalgia» che in tv floppano e altre che funzionano bene. Com’è accaduto a Scene da un matrimonio, il celebre format che racconta le nozze degli italiani: quando Mediaset lo ha annunciato, la scorsa estate, e ha rivelato che a condurlo sarebbe stata Anna Tatangelo, sui social è scattata l’ora delle critiche preventive. I numeri però hanno detto altro: 1.850.000 spettatori totali in media, picchi record di 2.300.000 spettatori. «Le critiche fanno parte del gioco, sono funzionali a creare curiosità. Io poi sono abituata ai pregiudizi, ho le spalle larghe», spiega a Panorama.it la Tatangelo, che si racconta a tutto campo alla vigilia della decima e puntata del programma di Canale 5 prodotto da Pesci Combattenti, in onda sabato 4 dicembre.

In questi mesi in giro per l’Italia per girare Scene da un matrimonio, cos’ha capito dell’Italia?

«Che c’è un’Italia molto meno rassegnata e stanca di come ce la raccontano. E che c’è una provincia sempre poco sotto i riflettori ma molto viva. Gli italiani hanno voglia di fare, di reinventarsi, di ricominciare a vivere e di appassionarsi alle cose, anche quelle più piccole che davamo per scontate prima del Covid».

In che modo vivono il matrimonio gli italiani?

«Leggendo le statistiche, pensavo che il matrimonio fosse un tradizione orami poco sentita, invece ho scoperto che ci credono eccome. Non siamo solo il paese dei divorzi. Le nozze poi diventano il momento per riunire le famiglie, con i parenti che arrivano dall’estero, e per intrecciare generazioni che si parlano poco».

Cosa le è rimasto appiccicato addosso di questo “racconto popolare”?

«I sacrifici che i genitori fanno per i figli, che sempre più spesso faticano a trovare la propria strada e soprattutto la propria indipendenza economica. Per vedere realizzati i figli, i genitori fanno di tutto».

Il momento più emozionante che ha vissuto durante le riprese?

«Ho pianto ogni volta che c’era una madre ad accompagnare il figlio all’altare. Forse perché sono mamma anch’io, forse perché spero che mio figlio Andrea un giorno mi dia questa gioia».

Il momento più surreale?

«Diciamo che il vino aiuta a rendere più sciolti anche gli invitati più ingessati e dunque da metà pomeriggio in poi capitava di tutto, così come durante le serenate, la sera prima del matrimonio».

Le è venuta voglia di sposarsi dopo questa abbuffata di nozze?

(ride) «Sinceramente no».

Sua Mamma Palmira sogna di vederla in abito bianco?

«Non glie ne è mai importato nulla. La sua priorità è che io sia felice».

Scene da un matrimonio è un caso da manuale: è stato stroncato ancora prima della messa in onda. Come le ha vissute le critiche?

«Sono anni che combatto con i pregiudizi, per me non c’è nulla di nuovo. Sa quante volte i giornalisti hanno bocciato un mio brano a Sanremo dopo un solo ascolto? La critica fa parte del gioco, è funzionale a creare la curiosità. Poi la risposta arriva dal pubblico e in questo caso è stata una risposta ottima».

Con 1.850.000 spettatori, media in crescita e leadership della fascia oraria, il bilancio del programma è più che positivo. Cos’è piaciuto secondo lei al pubblico?

«L’autenticità delle storie, tutte vere, e dei protagonisti. Il pubblico ha apprezzato il racconto fatto senza un briciolo di morbosità. Io detesto la tv morbosa che indugia sul dolore o sulla lite, anche perché non ho l’indole della provocatrice».

Tanti matrimoni ma nessuna unione civile. E pensare che lei è considerata un’icona gay.

«Questione di tempi serrati tra l’ok al programma e l’avvio delle riprese, nessuna preclusione mi creda. Si figuri se proprio io avrei avvallato una decisione simile».

A proposito: si è mai chiesta perché la comunità gay la ama così tanto?

«No, perché il legame è così profondo che la domanda superflua. Forse piacciono le mie canzoni perché raccontano storie in cui è facile immedesimarsi, forse semplicemente sanno che sono dalla loro parte perché li amo e non per interesse o visibilità».

La bocciatura del Ddl Zan che effetto le ha fatto?

«Mi ha ferito. È stato un passo indietro che non accetto».

Tornando a Scene da un matrimonio: perché Mediaset ha scelto proprio lei?

«Spero per la mia autenticità, per la mia voglia di mettermi in gioco. Io proprio non me l’aspettavo la proposta, che è arriva mentre stavo ricominciando a fare i concerti. Ammetto che quando me l’hanno chiesto ero spaventata: è un format importante, volevo entrare in punta di piedi ma al tempo stesso provare a renderlo mio».

Pensa di esserci riuscita?

«Sì. Ho tirato fuori la parte più spontanea senza strafare, neppure con gli outfit che infatti sono stati molto sobri. Ho avuto un approccio soft, non ero e non volevo essere la protagonista: quella la faccio su altri palchi».

Il pubblico cos’ha capito in più di lei da questo programma?

«Ha percepito la mia sensibilità, la mia capacità di mettermi in gioco. Ma lo switch era cominciato con Celebrity MasterChef: lì era uscita la mia vera personalità. Stando tanto sotto le telecamere non puoi fingere, altrimenti il pubblico ti sgama: oggi non vengo più percepita come la ragazza algida che qualcuno credeva fossi».

Qual è invece il suo lato inedito che ancora la gente non conosce?

«La mia disciplina assoluta. Che è un grande pregio ma anche un difetto. Per All together now, ad esempio, ho iniziato a preparare tutte le canzoni mesi prima. Così come per Scene da un matrimonio ripassavo i lanci ovunque fossi, pure mentre guidavo. Ci tengo a dare il cento per cento, sempre, per questo non vivo mai le cose con leggerezza e patisco le critiche, specie quando so che ho fatto tutto con il massimo dell’impegno».

In questi anni ha patito di più il gossip, le critiche o i pregiudizi?

«I pregiudizi».

Cosa l’ha ferita in particolare?

«Certi giudizi tranchant, che non mi rappresentavo affatto. Non mi hanno perdonato nulla e ci sono stata malissimo: ho sofferto, soprattutto perché quando sei giovane non hai le spalle larghe per difenderti. Così stavo zitta e incassavo».

Quando ha smesso di stare zitta?

«Quando ho acquisito consapevolezza e maturità. La freddezza o l’algidità di cui mi accusano è in realtà autodifesa. Poi si cresce, si cambia. Il passo netto nella realtà l’ho fatto con la nascita di mio figlio».

Qual è la prima cosa che le chiedono quando la fermano per strada?

«Come sto io e come sta Andrea. Non è una cosa così scontata, mi creda, significa che mi percepiscono come una di famiglia. Non capita a tutti gli artisti e questo mi emoziona molto».

Tornando alla tv, c’ha preso gusto con la conduzione?

«In realtà c’ho preso gusto da sempre. Pippo Baudo mi ha scoperto e lanciato musicalmente ma in pochi ricordano che un anno dopo mi volle con lui alla conduzione di Sanremo Top, quando avevo 16 anni. Mario Violanti mi affidò un programma sulla tv di Radio Italia e feci una gavetta intensa, andavo in onda cinque giorni su sette. Poi ho fatto esperienze clamorose, come I migliori anni con Carlo Conti. Ma in Italia a lungo si è ragionato per compartimenti stagni: o fai la conduttrice o fai la cantante. Per fortuna le cose sono molto cambiate».

Il suo grande sogno da conduttrice?

«Uno show tutto mio, in cui dimostrare che sono cresciuta professionalmente, che posso cantare, presentare e anche ballare, una passione coltivo da qualche tempo».

In attesa dell’Anna Tatangelo Show, farà il bis a Scena da un matrimonio?


(ride) «So che i casting sono aperti, ma non posso ufficializzare una decisione non presa. Sono felicissima di questa esperienza e ora devo riprende in mano la parte musicale della mia carriera».

A proposito: nel 2022 festeggerà i vent’anni di carriera, cominciata con Doppiamente fragili, a Sanremo. Li celebrerà dal palco del Festival?

«Ho fatto otto Sanremo, ma sono sempre arrivati quando avevo qualcosa da dire o c’era il pezzo giusto. I tempi per presentare un brano sono stretti, vediamo se c’è il materiale».

Intanto c’è chi dice che Amadeus l’avrebbe contattata come co-conduttrice. Fanta tv o verità?

«Non c’è stato nessun contatto ma sarebbe un sogno festeggiare i vent’anni di carriera mettendo assieme in un colpo solo tutte le mie passioni».

A proposito di passione, si parla molto del suo amore con il cantante Livio Cori. A giugno, quando le chiedevano se fosse innamorata, lei disse: «Sto bene». Oggi?

«Oggi direi che sto benissimo, grazie».

Tra poco più di un mese compirà 35 anni: che augurio si fa?

«Di continuare ad evolvermi e migliorare. Una volta i cambiamenti mi spaventavano, oggi no: ho un’altra attitudine, un altro approccio alle cose. Sono successe tante cose, un po’ di montagne russe che mi hanno cambiata e formata».

La ragazza di periferia non c’è più?

«La ragazza di periferia c’è sempre. Oggi però è più matura e ha più consapevolezza di sé».

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