Musica

Marco Mangelli, Volare basso: vita e musica di un artista geniale

Un bassista straordinariamente bravo e straordinariamente umile, che ha lasciato ricordi indelebili in tutti quelli che hanno suonato con lui. Come raccontano in un libro amici e colleghi. Tra i tanti, Enrico Ruggeri, Roberto Vecchioni e Ronnie Jones

"Volare basso è un modo di essere" scrive Michele Lauro, giornalista e curatore del libro, nelle pagine che introducono questa piccola grande storia che ha come protagonista Marco Mangelli, un bassista straordinario che ha lasciato ricordi indelebili in tutti gli artisti e i musicisti che hanno avuto la fortuna ed il piacere di suonare con lui. "Era il miglior bassista che abbia mai conosciuto... Nel mondo" disse una volta il leggendario Ronnie Jones in un'intervista televisiva.

Marco era unico e speciale, come musicista, ma ancor prima come uomo. Questo è quello che emerge nitidamente dalle testimonianze e dai ricordi che attraversano le pagine di Volare Basso. Testimonianze di amici, colleghi, compagni di scuola, musicisti di professione e non. Concerti, backstage, viaggi, risate, cene infinite (Marco era "estremamente vorace" come ricorda nel libro Enrico Ruggeri), discussioni politiche. Tutto questo faceva parte del pianeta Musica abitato da Marco Mangelli. L'altro pianeta era quello della famiglia e degli amici.

Sono tante le persone che fanno sentire la loro voce nella pagine di Volare Basso, quasi tutte presenti al concerto tributo del novembre 2018, Marcobaleno, andato in scena Milano per ricordare Marco che ad agosto aveva lasciato questi paraggi terreni. A rendere unico e godibile il libro è proprio la pluralità delle voci, dei racconti degli aneddoti che tutte le persone interpellate sciorinano ricordando attimi di vita e di buona musica con Marco.

"Non è stato il più grande bassista del mondo, ma il più importante" ha detto Roberto Vecchioni durante la cerimonia di ricordo al cimitero di Lambrate. "Il più importante perché era il centro della band, quello che tiene insieme tutto". E poi, ancora, davanti alle telecamere del TG3, il 14 novembre 2018, la sera di Marcobaleno: "Un uomo di cultura, di intelligenza altissima, di grande fratellanza, sempre allegro anche nei momenti più duri. Se fosse qui stasera, direbbe: 'tutta questa gente per me? Ma perché non me lo avete fatto prima?' Effettivamente sì, se lo meritava anche prima".

"Il nostro ambiente è spietato, ma di Marco ho sempre sentito parlare solo bene" racconta Tony Arco, batterista, insegnante di batteria alla Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano e compagno di classe di Marco al liceo Carducci nel 1979: "Quando cominciarono le prime assemblee ed i picchetti e così via, a metà mattina lo invitavo a casa mia che era a due passi, in via Andrea Doria. Lui portava la chitarra, io prendevo le bacchette e suonavamo quel poco che sapevamo, qualche blues terzinato, forse qualche pezzo dei Deep Purple o dei Jethro Tull...".

Volare Basso, il libro dedicato a Marco Mangelli. A cura di Michele Lauro.

Sono decine, forse centinaia, i musicisti ed i cantanti che hanno avuto modo di incrociare la loro arte con quella di Marco. Tra questi, Paola Atzeni, cantante e flautista dei Fononazional, una band di cui "il bassista che volava basso" era particolarmente orgoglioso. "La qualità fondamentale di Marco era l'umiltà" sottolinea Paola. "Tanto è vero che iniziò molto tardi ad insegnare il basso. Prima diceva che non se la sentiva perché considerava essenziale avere la piena coscienza del proprio lavoro per poter preparare dei ragazzi".

Tra i grandi estimatori di Marco Mangelli, come amico e come strumentista, un artista cult, noto come Ronnie Jones: "Quando venne a provare la prima volta con me rimasi esterrefatto: "È il primo italiano che suona come un americano" pensai. Pompava i bassi della disco music come se ce li avesse nel sangue, aveva una statura musicale completa, simile a quella degli artisti americani che non hanno compartimenti stagni, ma sanno ballare, cantare e suonare...".

Dove trovare il libro: Anarres-Libreria Bistrot, Via Pietro Crespi, 11, 20127, Milano, oppure su richiesta via mail a la.mi@tiscali.it

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