L'album del giorno: Toto IV
L'album del giorno: Toto IV
Musica

L'album del giorno: Toto IV

Africa, Rosanna, Afraid of Love: un disco perfetto premiato con sei Grammy Awards nel 1983

Sei Grammy Awards, qualche milione di dischi nel mondo e una manciata di classici senza tempo. Toto IV, uscito nel 1982, è senza dubbio il classic album della band americana, un lp che nel corso degli anni è diventato uno standard per la qualità del suono e del songwriting. Usarono 72 tracce in studio,i Toto, e lo fecero mettendo insieme tre 24 track recorder grazie ad un sistema computerizzato che consentiva di far suonare tutte le tracce nel stesso momento. In sala d'incisione c'erano David Paich, tastierista e autore principale, Steve Lukather alla chitarra, Bobby Kimball alla voce, David Hungate al basso, i fratelli Porcaro, Jeff alla batteria e Steve ai synth e un discreto numeri di turnisti.

Una delle peculiarità dei Toto è sempre stata quella di mettere l'abilità tecnica al servizio del'accessibilità delle canzoni surfando tra i generi: dal pop, al rock al jazz. Un'operazione perfettamente riuscita al meglio nelle dieci tracce che compongono l'album, che pur essendo un disco marcatamente anni Ottanta, ancora oggi, quarant'anni dopo, non suona datato o vintage. Anzi...

Toto - Rosanna (Official Music Video) www.youtube.com


Curiosamente la critica americana, ma anche quella europea, non ha mai amato i Toto, classificati spesso come una band di ottimi session men dediti a un genere minore, inquadrato nella categoria dell'adult oriented rock. Spesso si tende a ignorare che i Toto subito dopo aver inciso Toto IV, vennero convocati da Quincy Jones per suonare in molte delle canzoni di Thriller, il best seller assoluto di un certo Michael Jackson...

Pregiudizi snob a parte, Toto IV è uno dei capolavori della musica del nostro tempo. A cominciare proprio dai brani più noti come Rosanna, spettacolare incontro tra pop, funk e jazz: una mini jam quattro minuti e mezzo, caratterizzata da cambi ritmici e intrecci vocali, ma anche da "invisibili" preziosismi tecnici da scovare tra le decine di sovraincisioni. Make Believe è puro rock and roll per pianoforte che profuma di Steely Dan, mentre I want hold you back è indiscutibilmente una top ballad.

Spesso sottovalutata, Afraid of love è una delle perle dell'album, oltre che una delle massime espressioni del rock di qualità da FM. Non meno incisiva Waiting for your love, efficace manifesto white funk con la voce di Bobby Kimball a dirigere le danze. E poi, a chiudere, il colpo di genio esotico che attraversa Africa, singolo impeccabile, impreziosito dalle indimenticabili percussioni di Lenny Castro.


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