Musica

Taylor Swift: Folklore è il miglior album della sua carriera

Il disco, pubblicato a sorpresa stanotte, mette da parte il pop commerciale e vira verso intense ballad indie folk grazie alle collaborazioni con Aaron Dessner e Bon Iver

"La maggior parte delle cose che avevo in programma per questa estate non sono accadute, ma c'è una cosa che non avevo programma e che invece è accaduta. E quella cosa è il mio ottavo album Folklore. Sorpresa!". Così ieri Taylor Swift ha annunciato a sorpresa su Instagram la pubblicazione a mezzanotte del suo ottavo album, dal titolo emblematicoFolklore, composto durante il lockdown con l'aiuto di vari autori tra cui Aaron Dessner dei National, che ha contribuito alla scrittura di 11 canzoni su 16, Bon Iver, che ha composto a quattro mani uno dei brani, Exile, William Bowery, che ha co-scritto due canzoni e, ovviamente, il collaboratore di lunga data Jack Antonoff, produttore/songwriter/cantante, che lei ha definito "essenzialmente la mia famiglia musicale, a questo punto". "Ci ho messo dentro i miei capricci, sogni, paure e riflessioni. Ho scritto e registrato questa musica in isolamento ma ho potuto collaborare con alcuni dei miei eroi musicali". A mezzanotte è uscito anche il video del primo singolo Cardigan, scritto e diretto dalla stessa Swift. Un medico, scrive la cantante, si è assicurato che sul set fossero rispettate le misure anti Covid. «Mi sono persino fatta da sola trucco e capelli».

L'album contiene 16 canzoni, 17 nell'edizione deluxe: "Folklore avrà 16 brani nell'edizione standard, ma le edizioni deluxe fisiche includeranno una traccia bonus "The Lakes". Dato che questo è il mio ottavo album in studio, ho messo a disposizione 8 CD deluxe e 8 vinili deluxe per 1 settimana. Ognuno ha copertine e foto uniche." Folklore arriva a neanche un anno di distanza dal precedente Lover, pubblicato l'anno scorso. "Prima di quest'anno probabilmente avrei riflettuto a lungo sul momento 'perfetto' per la pubblicazione di nuova musica, ma i tempi in cui viviamo mi ricordano che non c'è nulla di certo. Il mio istinto mi dice che se fai qualcosa che ami, dovresti renderlo subito disponibile al mondo. Questo è il lato dell'incertezza che mi sento di accogliere. Ragazzi, vi voglio davvero bene".

I suoi fan rimarranno spiazzati da un cambiamento di stile così repentino, dal synth-pop commerciale, ammiccante e massimalista di 1989 a ballate lente, malinconiche e intimiste, alternate a brani midtempo, ma è giusto che un artista, superata la boa dei trent'anni, cerchi di percorrere strade meno prevedibili senza l'ossessione di rincorrere grandi numeri in streaming. Il tocco pianistico di Dessner si sente molto nei brani The 1, Mad Woman e nella splendida The Last Great American Dynasty, con echi quasi dylaniani, che verranno apprezzati dai fan dei The National, mentre il duetto con Justin Vernon, in arte Bon Iver, in Exile è uno dei momenti migliori dell'album soprattutto per la coda finale ricca di pathos. In Invisible String la cantante racconta con candore la sua relazione d'amore, mentre tira fuori gli artigli della vendetta inMad Woman, dove compare per la prima volta una parolaccia. Seven è uno struggente inno alle amicizie dell'infanzia costruito su filigrane di violino e chitarra acustica, Betty evoca un triangolo amoroso ai tempi del liceo, mentre, all'estremità opposta della scala, si colloca This Is Me Trying, in cui la disperazione della cantante è resa magistralmente sia nell'imponenza orchestrale che nel particolare modo di utilizzare la voce. Gli episodi meno incisivi dell'album sono la sdolcinata Mirrorball e la pigra Epiphany, ma sono un piccolo vulnus in un disco ispirato, intenso e godibile, sicuramente il migliore della sua carriera, prodotto in modo magistrale soprattutto nella pulizia del suono, che può essere apprezzato anche da un pubblico diverso e più adulto rispetto a quello dei fan tradizionali della Swift.

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