L'album del giorno: Pink Floyd, Animals
L'album del giorno: Pink Floyd, Animals
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L'album del giorno: Pink Floyd, Animals

Il leggendario album che precede The Wall è un concept duro e spietato, un'opera rock che guarda alle visioni di George Orwell in Animal Farm

Animals ha una posizione strategica all'interno della discografia dei Pink Floyd: arriva dopo Wish You Were Here e prima di The Wall. Un momento cruciale nell'evoluzione della band, il momento in cui Roger Waters "impone" al resto della band le sue visioni profetiche e cupe sui destini del pianeta.

La scelta dei suoni e il concept del disco stesso ispirato a Animal Farm di George Orwell ne fanno un disco duro, un'opera fatta sostanzialmente di tre lunghe canzoni piazzate in mezzo alle due versioni (all'inizio e alla fine del disco) di Pigs On the Wing. Non ci sono una Wish You Were Here o una Another Brick in The Wall, in questo album, che è un tutt'uno senza singoli di riferimento. Eppure, Animals ha avuto un enorme successo, e ad oggi, si calcola che abbia superato i dieci milioni di copie vendute.

Animals, che inizia con il grugnito dei maiali, fotografa la società divisa in cani, maiali e pecore, (Dogs, Pigs e Sheep) attraverso tre suite di straordinaria bellezza, da annoverare tra i momenti creativi più alti della band. La rabbia cieca di Waters, disgustato dal mondo e dalle sue dinamiche, le magie chitarristiche di Gilmour e i superbi arrangiamenti di Wright alle tastiere sono un vero muro di suono, l'anticipo per certi versi di quello che avverrà nelle canzoni di The Wall.

Un album potente ed iconico quanto la leggendaria copertina che immortala un enorme maiale volante che si muove tra le ciminiere londinesi del Battersea Power Station. Durante la session fotografica per la cover, il maiale ruppe le corde che lo ancoravano a terra e iniziò a fluttuare per i cieli della capitale inglese prima di essere recuperato nel prato di una fattoria.

Quando uscì, nel gennaio del 1977, la scena musicale inglese era scossa dalla rivoluzione punk e dalle sue istanze di cambiamento radicale. In quel preciso momento storico i Pink Floyd, nella percezione dei più giovani, non erano più l'avanguardia, ma la storia da archiviare. ma non è andata così, e Pink Floyd sono oggi come ieri il simbolo di una genialità visionaria che nessuno band è mai riuscita a replicare.

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