Morto Chick Corea
Chick Corea, Ansa
Musica

Addio a Chick Corea, genio del pianoforte e delle tastiere elettroniche

Il grande pianista americano è morto a 79 anni per una rara forma di cancro. In carriera ha vinto 22 Grammy Awards e ha ricevuto il Nea Jazz Master, la più alta onorificenza che l'America riconosce ai suoi artisti jazz

Il mondo del jazz piange la scomparsa di Chick Corea, uno dei più geniali e innovativi pianisti degli ultimi cinquant'anni, morto il 9 febbraio (ma l'annuncio è stato dato solo oggi sulla sua pagina Facebook ufficiale) a causa di una rara forma di cancro scoperta poco tempo prima. Ha sempre avuto un forte legame con il nostro paese Armando «Chick» Corea, americano del Massachusetts, classe 1941, con sangue spagnolo e italiano nelle vene, dato che suo nonno paterno Antonio era di Albi, in provincia di Catanzaro.

Nel 1993 ha ricevuto il Premio Tenco per il brano Sicily realizzato a quattro mani con Pino Daniele, per i numerosi concerti insieme a Stefano Bollani e, più in generale, per il grande affetto con cui è sempre accolto dal pubblico italiano. Una costante della sua prima produzione, in particolare del suo capolavoro Now he sings, now he sobs realizzato insieme a Roy Haynes e Miroslav Vitous, è il connubio tra il jazz e la musica colta. «A me piace lavorare sui pezzi classici perché a mio avviso ci sono molti punti in comune con il jazz -ha sottolineato Corea- Quasi tutti i jazzisti che conosco amano la musica classica e probabilmente sarebbero in grado di interpretarla, se solo volessero farlo».

Nel 1971 è uno dei primi jazzisti a incidere un disco di improvvisazioni al pianoforte dal vivo, Piano Improvisations Vol. 1-2, che ancora oggi è una pietra miliare di un genere che, grazie anche al successo planetario di The Koln Concert di Keith Jarrett, è ancora oggi amatissimo dal pubblico più raffinato. Sempre nel 1971 Corea fonda i Return to Forever, uno dei gruppi fusion più influenti della storia del jazz, nei quali abbandona il pianoforte acustico per suonare le tastiere elettriche, le stesse che suonava nel gruppo di Miles Davis quando ha registrato l'iconico album Bitches brew, il manifesto del jazz rock.

Il pianista americano ha proseguito il suo percorso di ricerca musicale, dividendosi tra album in piano solo, in duo con l'inseparabile vibrafonista Gary Burton e con la Elektric Band, che ha raccolto l'eredità artistica dei Return to Forever. Un'attività frenetica, per il quale Corea è stato insignito per il suo contributo all'evoluzione del jazz con 22 Grammy Awards e con il Nea Jazz Master, la più alta onorificenza che l'America riconosce ai suoi artisti jazz. Il doppio album Portraits del 2014 è un monumentale omaggio ai musicisti che l'hanno maggiormente ispirato in quasi cinquant'anni di carriera, con ritratti sonori ispirati a Bill Evans, Thelonious Monk, Bud Powell, Stevie Wonder, Paco De Lucia fino ai compositori classici Alexander Scriabin e Béla Bartók. Nel 2015 il suo brano Fingerprints, contenuto nell'album Trilogy, vince il Grammy Award per "Best Improvised Jazz Solo".
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Gabriele Antonucci