Mia's Italy
Moda

Cinque brand di mascherine made in Italy

Dalla versione in seta firmata Mia's Italy a quella fatta a mano di Mask-à-porter - il cui ricavato andrà in beneficenza alla Fondazione Laps - passando per i tessuti vintage di Kristina Ti.

A partire da oggi anche la Lombardia dice addio alla mascherina all'aperto, ma nell'ordinanza il governatore Attilio Fontana ci tiene a fare una precisazione: «In ogni caso deve essere sempre tenuta con sé ai fini del suo eventuale impiego». Insomma la mascherina sarà indispensabile anche nei mesi a venire. Perché non sceglierne una riutilizzabile e prodotta in Italia? Ecco cinque marchi di moda da cui fare il vostro prossimo acquisto.

Mia's Italy

Il marchio nasce nel 2021 dalla passione di una giovane coppia, Gianpaolo Pastro e Alessia Novelli. Il loro primo prodotto - il bracciale con ancora Love Boat - è un successo istantaneo. Ora Mia's Italy offre una collezione più ampia composta da collane, anelli, orecchini e bracciali rigidi, utilizzando le manifatture e le tecniche più avanzate dell'oreficeria per un prodotto 100% made in Italy. Durante l'emergenza sanitaria, l'azienda ha iniziato a produrre mascherine in seta. Oggi vengono proposte in 12 tinte diverse che spaziano da una palette più neutra di pesca, salvia e avorio fino al blu, ciclamino e rosso fuoco.

Ismara

Artigianali e completamente made in Italy. Le mascherine firmate Ismara - celebre sartoria Milanese fondata nel 2005 - sono realizzate in tessuti naturali ed eco-compatibili. Sono inoltre provviste di una tasca nella quale è possibile inserire un ulteriore filtro. Tutte le mascherine vengono vendute in coppia perché «quando se ne usa una, si lava l'altra». Tra i materiali disponibili troviamo il fresco lino, nelle tinte del beige, del blu e del nero, ma anche il cotone - a tinta unita o a pois - e persino la lana.

Htc Los Angeles

Non lasciatevi ingannare dal nome, queste mascherine sono assolutamente made in Italy. Realizzato con bandane vintage ricondizionate in cotone 100%, questo accessorio è disponibile in tantissime varianti di colore. Sul sito è possibile anche acquistare un box contenente tre mascherine dalle tinte diverse, da abbinare a ogni outfit.

Mask-à-porter

La Fondazione Laps di Lapo Elkann, Angelo Inglese e Mask-à-porter si sono uniti all'insegna della solidarietà dando vita a una mascherina in demoni con il dettaglio della bandiera italiana cucito a mano. L'intero ricavato proveniente dalla vendita di questa mascherina (50 euro) andrà in beneficenza alla Fondazione Laps e all'Associazione Giovanni Inglese. La prima devolverà ili fondi per il benessere dei minori e delle fasce più deboli della nostra società, mentre la seconda aiuterà coloro che voglio studiare sartoria e portare quindi avanti la tradizione italiana.

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Le mascherine firmate Kristina Ti

Cristina Tardito, titolare e designer del brand Kristina Ti, ha deciso di iniziare a produrre l'oggetto più indispensabile del momento: la mascherina. Le sue Ktimask vengono realizzate con tessuti vintage della maison e abbinati a un tessuto interno trattato con antibatterico e un doppio passaggio di impermeabilizzazione con idrorepellente ecologico testato per dieci lavaggi. Fiori, righe, stampe fantasia, passamanerie e pizzi danno colore alla mascherine, per «ottimizzare la funzionalità di questo accessorio con un lato estetico e piacevole per chi la indossa».

Come è nato il progetto?

«Il progetto è nato nel momento in cui ho capito che non ne potevo più di stare ferma, vedevo in giro persone con queste mascherine tristi, sembravano tutte malate, allora ho pensato di produrre quelle che poi ho chiamato le Ktimask con i miei tessuti di archivio, per rendere questo oggetto ormai necessario più gradevole. Ci vuole un po' di bellezza e leggerezza anche in questo momento».

Guidaci attraverso il processo di produzione.

«Ho fatto rientrare 3 persone su 50 che in assoluta sicurezza possano lavorare sul progetto. Scelgo personalmente tessuti e passamanerie dal mio archivio e loro le confezionano, impacchettiamo e partono…»

Quante richieste hai ricevuto?

«Tantissime, il sito ha ricevuto talmente tanti accessi che a un certo punto ho dovuto fare un upgrade con i tecnici per permettere di accogliere tutte le richieste. Devo dire che mi ha dato una grande energia».

Che tipo di cliente è interessato al tuo prodotto?

«Immagino che le Ktimask abbiano accolto un pubblico più vasto rispetto al mio solito. E questo per me è un fattore molto importante ma tutte credo abbiano in comune un amore per la femminilità e la leggerezza , valori che ritrovano nelle mie mascherine».

Pensi che la mascherina diventerà un must have nel futuro?

«In altri paesi era già molto utilizzata, con lo smog che di solito respiriamo nelle città io credo che possa diventare tranquillamente un accessorio utile da utilizzare anche dopo questa emergenza».

Qual è il tuo punto di vista sulla «sostenibilità» di questo nuovo accessorio che non ci aspettavamo?

«Io ho scelto di produrre delle mascherine filtranti lavabili per 10 volte, non sono "usa e getta" e i tessuti sono di recupero dal mio archivio. Una politica che mi piacerebbe applicare anche su altri prodotti in futuro. Inoltre terminata la loro funzione di protezione filtrante così come indicato nella descrizione tecnica, possono essere riutilizzate come fascia per capelli, come protezione per le allergie da polline o contro lo smog».

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