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Come allestire il pic nic del 1 maggio, a casa, con stile

In tempi di lockdown il pic nic del primo maggio diventa domestico, ma non meno elegante. Lo dice il bon ton

Dimentichiamoci le scampagnate ancora per un po'. Almeno per le attività mangerecce e in compagnia. Pasquetta prima, il venticinque aprile poi, tra le pareti domestiche hanno aguzzato l'ingegno dei più creativi che non hanno voluto rinunciare alle occasioni della tradizione. Ed eccoci al primo maggio, per consuetudine ultima data designata per il pic nic istituzionale, ancora in tempi di lockdown, senza sapere, forse, che l'ingrediente principale del momento goloso che ha ispirato da Manet a Martha Stewart non è solo il prato verde con la tovaglia a quadri, si può parlare anche di pic nic domestico, a patto di seguire certe regole di Galateo.

Sì perché la parola pic nic indica non il setting (anche se aiuta) ma il modo e la maniera di preparare un pranzo informale.

Piquer in francese significa letteralmente "spiluzzare" pizzicare, prendere con due dita, "nique" cose da poco, piccole, facili da mangiare e golose da gustare senza l'uso di troppe posate in un ambiente rilassato. Il divano, che in questi giorni potrebbe essere arricchito creando con un tavolino o uno sgabello un angolo verde di piante aromatiche o fiori profumate, è il set ideale per spostarsi dalla quotidianità del tavolo in salotto o in cucina, non trascurando dettagli di stile come bei piatti e contenitori per le varie vivande.Il menu ideale? Tutto ciò che non sbriciola, non unge, non sporca e non impegna: il viaggio dalla cucina deve essere uno solo.

Si serve dall'antipasto al dessert o alla frutta tutto insieme, aiutandoci con vassoi o allestendo un pouf con tutto quello che si ha. Comune denominatore, la praticità: polpette, frittatine già tagliate, torte asciutte già a fette, crostini di piccola taglia, e salumi sono perfetti, ma anche panini o sandwich a più strati, polpettoni freddi e, complice l'ambiente domestico, una pasta al forno last minute.

La mise en place è basica: il coltello rimane in cucina, ammessa sul divano al massimo una forchetta; si possono prendere le pietanze direttamente dai piatti di portata e, se il menù prevede un timballo di pasta o riso, al massimo un piattino a testa.

Tovaglioli di carta e piatti di plastica sono da bandire (la regola è valida a maggior ragione anche nei parchi) mentre per non sporcare le tappezzerie, le tovagliette all'americana sono un valido supporto.

Che la finestra vicina al divano sia urbana, campagnola, marittima o montanara, quel che è certo è che questo sarà un pic nic indimenticabile.

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