Le web bufale della settimana - Speciale terremoto
ANSA/ ROBERTO SALOMONE
Le web bufale della settimana - Speciale terremoto
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Le web bufale della settimana - Speciale terremoto

Imbonitori e sciacalli del web, puntuali, hanno seminato falsità anche nella settimana post sisma

1. La bufala della magnitudo ritoccata

A poche ore dalla tragica notte del 24 agosto, quella del terremoto in Centro Italia che ha ucciso quasi 300 persone gli sciacalli del web sono tornati a parlare rimpiendo i social network di notizie false, tendenziose e montate ad arte. Prima tra tutte quella secondo cui il Governo tenda sempre a portare la magnitudo ufficiale dei terremoti a 6.0 per evitare di pagare i danni ai Comuni e ai privati il cui indennizzo scatterebbe dopo la magnitudo 6.1.

E' tutto falso.

La bufala, circolata già in passato, si aggancia a un articolo del decreto-legge n.59 del 15 maggio 2012 poi convertito nella legge n.100 del 12 luglio 2012, quello di riordino della Protezione civile.

Quell'articolo, che prevedeva l'assicurazione privata per i rischi derivanti da calamità naturali, fu soppresso al momento della conversione.

Grazie a quella soppressione nessun articolo del testo appare alcun limite. P

osto questo va aggiunto anche che l'indennizzo di risacimento non viene calcolato in base alla scala Richer, ma si valuta sulla scala Mercalli-Cancani-Sieberg che studia l'intensità del sisma in termini di danni prodotti sul territorio. La magnitudo non c'entra niente e i numeri delle due scale, come è ovvio che sia, non coincidono.

2. L'hotel di Fiorella Mannoia

A poche ore dal sisma, quando chiunque si prodigava per aiutare e sostenere le persone sopravvissute al terremoto la stampa ha diffuso un'involontaria bufala. La cantante Fiorella Mannoia aveva pubblicato sul suo profilo Facebook un'inserzione che parlava di un hotel messo a disposizione per chi aveva perso tutto nel sisma. L'hotel, in un primo momento, era passato per essere quello di Fiorella Mannoia. La cantante si è trovata costretta a precisare di aver solo condiviso l'annuncio e di non essere titolare di alcun albergo.

3. Superenalotto ai terremotati

All'indomani del terremoto era partito un altro grande classico delle bufale web. Quello che invitava a copiare e incollare il messaggio con cui si chiedeva allo Stato di devolvere il montepremi del Superenalotto alle zone terremotate. Nobile intento, per carità. Peccato che Sisal sia una società privata a concessione statale con cui chiunque punta anche solo 2 euro sottoscrive un contratto che non può essere eluso in quanto la clausola è che il denaro accumulato venga distribuito in caso di vittoria.

4. I falsi immigrati

In questo caso si tratta proprio di un fake costruito ad arte tramite fotomontaggio. Si tratta della testata di Repubblica.it montata sulla foto di alcune persone di colore sofferenti su un camion e un titolo sensazionalista: "Marche: scavano sino al ferimento pur di estrarre quanti più possibile dei nostri connazionali".

Questa immagine ha fatto il giro della Rete ed è stata usata sia da chi voleva dimostrare quanto gli stranieri si siano resi utili durante in terremoto, sia da chi, al contrario, polemizzava proprio su chi voleva esaltarne lo spirito umanitario.

Peccato che Repubblica non abbia mai pubblicato questo post che è un doppio fake perchè la foto non riguarda stranieri in Italia in soccorso dei terremotati, ma vittime stesse del terribile sisma di Haiti che venivano portate in salvo a bordo di un furgone.

5. Le scie chimiche

francesco_pescara_tronto Un'immagine dall'alto di Pescara del Tronto dopo il terremoto MARIO LAPORTA/AFP/Getty Images

Come sempre accade quando avvengono calamità naturali così tragiche riemergono dai meandri della Rete i soliti complottisti. Quelli che parlano di terremoti artificiali per testare le bombe atomiche sotto il mare (perchè sempre di notte e alla stessa ora?); quelli che citano le scie chimiche e chi intravvede i segni dell'imminente Apocalisse. Si tratta delle solite bufale che lasciano il tempo che trovano

6. Renzi al cellulare durante i funerali

Questa foto ha fatto il giro dei social network. Dall'immagine sembra che il premier Matteo Renzi, durante i funerali di parte delle vittime del terremoto del Centro Italia, guardi lo schermo del cellulare nascosto sotto la giacca. Il video dell'intera sequenza smentisce il fermo immagine che cattura il Premier mentre fa il segno della croce. Renzi non ha in mano alcun cellulare e il video lo dimostra.

Nonostante questo sono ancora in tanti a condividere il post moltiplicando odio e risentimento in un momento in cui ci sarebbe bisogno solo di solidarietà.

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