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La tecnologia e la ricerca salveranno il mondo… dall’inquinamento!

Qualche giorno fa mi sono trovata a riflettere sui cambiamenti climatici di questi ultimi anni e su come questi si riflettono sulla nostra vita di tutti i giorni.

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Le stagioni impazzite, questo alternarsi di caldo e freddo innaturali, non solo impattano sulla nostra salute – e non mi riferisco solo a influenza e raffreddori ma anche agli effetti sullo stato psico-fisico, all’incremento di malattie cardiovascolari, di disturbi nervosi, episodi depressivi e allergie – ma anche sulle nostre capacità cognitive: uno studio belga, pubblicato sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences, ha scoperto che il cervello utilizza le sue risorse in modo diverso per eseguire le stesse operazioni cognitive a seconda delle diverse stagioni. Va da sé, quindi, che se le stagioni perdono la loro ciclicità e si “confondono”, anche il nostro cervello va in tilt.

Un altro studio, che sarà presentato al prossimo Cosmofarma (per chi non la conoscesse è la fiera dell' innovazione di prodotto e servizio della farmacia che quest’anno spegnerà dal 15 al 17 aprile la sua 20° candelina), svela il legame intrinseco tra inquinamento e raggi UV – che è poi la causa principale delle mutazioni climatiche – nei processi di invecchiamento cutaneo.

Lo studio, con il quale La Roche-Posay, brand di dermocosmesi da sempre impegnato nella ricerca di soluzioni specifiche per la pelle sensibile, parteciperà al Research&Innovation Award, il premio per l’innovazione di Cosmofarma, svela come particolati e luce solare generano radicali liberi che sono responsabili dell’ossidazione di lipidi e proteine. Insomma, spendiamo ogni anno 9.450 milioni di euro per creme, sieri e formule che ci aiutino a sconfiggere il tempo (di cui 1.800 in farmacia, dati Cosmofarma), siamo il settimo paese al mondo per numero di interventi di chirurgia estetica ma nel 2015 i livelli di inquinamento hanno superato il limite consentito per ben 3 mesi complessivamente.

Le scelte che facciamo ogni giorno – se prendere l’auto o usare la bici, se riciclare le bottiglie di plastica invece di gettarle per strada – contribuiscono non solo a salvaguardare il pianeta e di conseguenza la nostra salute, ma anche la nostra giovinezza, sia mentale sia fisica. Per fortuna, però, qualcosa sta cambiando: si moltiplicano le iniziative, pubbliche e private, per diffondere una cultura di tutela e cura per l’ambiente.

E’ da poco online, per esempio, MonIqa, un’app che aiuta a monitorare la qualità dell’aria che respiriamo: utilizza i dati che giornalmente vengono forniti delle Agenzie regionali per la protezione ambientale e li traduce in un unico indice istantaneo al quale si associano 5 classi di giudizio, da buono a pessimo, caratterizzate da un colore diverso. E rimanendo in tema di prevenzione e consapevolezza “tecnologica”, vi vorrei segnalare un progetto divertente e utile: La Roche-Posay lancia My UV Patch, un adesivo trasparente, contenente sostanze fotosensibili, da applicare sulla pelle prima dell’esposizione al sole che rileva la quantità di raggi solari e fornisce, attraverso un’apposita app, consigli e informazioni personalizzate per una corretta esposizione al sole. Una rivoluzione nel campo della prevenzione, a fior di pelle!

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