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Vacanze online: 5 consigli per evitare le truffe

Più veloce, esaustivo ed economico per organizzare un viaggio, il web può anche risultare una grossa fregatura: da scongiurare così

Non basta dire che serve il buon senso perché quando su internet la vacanza dei propri sogni costa anche solo 100 o 200 euro in meno del pacchetto offerto dall’agenzia allora andiamo su di giri, pronti ad abboccare a qualsiasi cosa. Sono sempre di più gli italiani che si affidano a siti web per prenotare un appartamento o una stanza per le vacanze dai privati, convinti dal prezzo minore e dai contatti frequenti e rassicuranti dell’inserzionista.

Immaginate una situazione del genere: siete pronti per partire, avete caricato le valige in auto, sul treno o in aereo e vi dirigete verso la destinazione scelta. Una volta arrivati all’indirizzo però non trovate nulla, solo un vasto campo incolto, buono per un picnic o una notte in tenda; di certo non quello che sognavate. I soliti esagerati? Beh non proprio: l’ultimo caso è avvenuto solo tre giorni fa quando una donna di Baricella, in provincia di Bologna, ha denunciato una signora di 48 anni, rea di aver incassato la caparra (240) euro per una mini vacanza a Senigallia e di essere poi sparita nel nulla.

C’è persino chi pubblica veri siti civetta con foto e descrizione delle case, spesso troppo belle ed economiche per essere vere. Alla fine di giugno la Polizia Postale aveva ri-acceso i riflettori sulla necessità di fare molta attenzione quando si tratta di comprare qualcosa su internet (pubblicando anche una guida), fosse pure un soggiorno che può sembrare verosimile ma che in realtà nasconde una truffa: “Nel 2014 sono state presentate 80.805 denunce da parte di utenti truffati, portando all’arresto di 7 individui e al sequestro di 2.352 spazi virtuali”.

È chiaro come il crimine digitale ad oggi paghi ancora; troppo complicato e costoso cercare il colpevole telematico che nella maggior parte dei casi utilizza un’identità fasulla da cui è difficile ricavare quella reale. Che fare allora? Le regole da seguire sono poche ma fondamentali; vediamole assieme.

Economico si, ma niente regali

Come accade per tutti i beni di consumo presenti in rete è bene farsi qualche domanda in più se il lavoro dell’affitto che ci viene proposto è del 50% più basso della media stagionale delle strutture circostanti. Basta andare su siti specifici e farsi un’idea del costo reale richiesto in zona. Se il nostro contatto è un privato facciamoci spiegare la motivazione dello sconto super, dedicato proprio a noi fortunelli.

La tecnologia ci aiuta

Indirizzo e numero civico alla mano: andiamo su Google Maps e verifichiamo cosa c’è davvero nel luogo indicato dall’affittuario. È vero la mappa potrebbe essere di qualche anno fa e quindi non aggiornata ma noi abbiamo una marcia in più. Telefono alla mano contattiamo il comune o il municipio di competenza dove si trova la casa da prendere in affitto e chiediamo se un funzionario può indicarci chi abita in quel luogo o almeno (per questioni di privacy) dirci se c’è davvero una struttura abitativa che il proprietario ha dedicato all’affitto. Nessuna pubblica amministrazione vuole sul proprio territorio truffatori di serie, giocate su questo.

Niente prepagate, al massimo PayPal

È evidente che la truffa in sé è fatta per portar via quanti più soldi possibili agli acquirenti. Spesso il privato chiede il versamento di una caparra come assicurazione sul fatto che affitterà davvero l’appartamento senza che li resti sul groppone per minimo una settimana. Sembra giusto e corretto da parte di entrambi ma a questo punto tuteliamoci. Prima di tutto non bisogna caricare alcuna carta prepagata dove sul resoconto non è presente l’oggetto del versamento né il nome del beneficiario; meglio un bonifico o un vaglia anche se necessitano di alcuni giorni per essere accreditati al beneficiario; anche in questo caso controllate che gli estremi siano di un conto residente in Italia e in caso contrario chiedere spiegazioni. Se per la transazione viene richiesto per forza un anticipo ci si può affidare a PayPal dove è possibile contestare con diversi metodi il pagamento.

Attenti al phishing

La truffa può anche prendere sentieri diversi. Uno degli obiettivi dei criminali è recuperare tanti indirizzi email a cui inviare messaggi fraudolenti che spingono le persone ad inserire dati e informazioni di pagamento su portali fasulli. Gli utenti non sono di certo ingenui ma gli hacker sanno essere molto furbi: basta un sito web che replichi quello della banca per convincere i navigatori a digitare le proprie credenziali e regalarle ai criminali. Cosa fare? Se si hanno dubbi su una comunicazione di posta elettronica ricevuta dal proprio istituto di credito meglio fare una telefonata e assicurarsi che sia reale.

Seguire le raccomandazioni

Il potere del social web non va sottovalutato. Spesso amici di amici di amici conoscono i luoghi più impensabili dove trascorrere le vacanze ed è probabile che tra questi vi sia anche quello scelto da voi. Perché allora non affidarsi alle loro conoscenze per prendere una casa in affitto? Il prezzo non sarà quello trovato in rete ma almeno si eviteranno brutte sorprese.

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