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A sette giorni dalla scomparsa dei tre giovani studenti della yeshiva Mekor Chaim, le truppe dell'esercito israeliano continuano a stringere la morsa intorno ad Hebron - la più grande città della Cisgiordania (750mila abitanti) e roccaforte di Hamas - dove da giorni ha sferrato una massiccia offensiva per ritrovare i tre giovani coloni ebrei misteriosamente spariti giovedì scorso. I ragazzi sono stati visti l'ultima volta nei pressi di Gush Etzion, un insediamento ebraico a metà strada tra Betlemme e Hebron: facendo autostop, sono saliti a bordo di una Hyundai con targa israeliana, ritrovata poi carbonizzata a pochi chilometri dalla città. L'operazione per riportarli a casa è stata denominata Shvu Ahim ("Tornate fratelli"). Due dei giovani scomparsi, Naftali Frenkel (con passaporto statunitense) e Gil-Ad Shear, hanno 16 anni mentre Eyal Yifrah ne ha 19. Israele ritiene che i tre siano stati rapiti da Hamas. 

 

Nel corso di retate notturne in Cisgiordania, questa notte, sono stati perquisiti circa 100 edifici e arrestati altri 30 palestinesi. Secondo l'ultimo aggiornamento fornito dall'esercito, è salito così a 280 il numero di palestinesi fermato dalle forze di sicurezza israeliani, tra cui 200  miliziani di Hamas. Molti degli arresti hanno riguardato detenuti poi rilasciati nell'ambito dell'accordo per la liberazione del soldato Gilad Shalit, tra cui il presidente del Parlamento palestinese, Aziz Duwaik . L'esercito non si fermerà finché "non avremo messo le mani su rapitori e non avremo riportato a casa i ragazzi", ha detto ieri il ministro della Difesa Moshe Yaalon.

 

In queste foto, ecco le strade di Hebron pattugliate, le abitazioni perlustrate, i checkpoint israeliani nei punti strategici dei quartieri della città, i controlli ai documenti... 

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