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Questo non è Banksy (ma Nick Stern)

Col suo progetto You are not Banksy, il fotografo Nick Stern ha dato vita tridimensionale alle figure create dal noto street artist britannico

You are not Banksy: si intitola così la serie di fotografie dell'inglese Nick Stern che ha dato vita tridimensionale, immortalandole con il suo obiettivo, ad alcune delle più celebri creature immaginarie protagoniste degli stencil e dei graffiti del celeberrimo artista di Bristol dall'identità ignota. Si va dal remake del Cristo in croce con le borse dello shopping a quelli del bacio tra i poliziotti londinesi, dell'uomo delle caverne con cibo da fast-food, della Gioconda con bazooka... e via replicando. Il progetto di Stern non è concluso e nuovi scatti della serie sono in lavorazione. Sul suo blog è comparso di recente il remake dei soldati che dipingono il simbolo della pace , ma ne sono già pronti anche altri, tra cui il detenuto di Abu Ghraib e la bambina che perquisisce un soldato .

Il titolo del lavoro di Stern, "Non sei Banksy", strizza forse l'occhio al Ceci n'est pas un pipe de La trahison des images di Magritte - con cui anche lo street artist inglese ha già giocato a sua volta - perché le fotografie di Stern sono delle repliche esatte, fin nei dettagli, delle creazioni di Banksy e, a vederle senza leggere le didascalie, subito si pensa a lui.

Fotografo freelance dal 1994, Nick Stern, originario dell'Hertfordshire britannico, dal 2007 vive in California. Sul suo sito si trovano tracce dei suoi reportage sulla prostituzione minorile, sul terremoto di Haiti o sull'immigrazione, ma è questo giocare con il lavoro di Banksy che sta facendo parlare molto di lui. Il gioco dei rifacimenti, delle sovrapposizioni e l'ambiguità tra il "copiare" e il "rubare" hanno richiamato l'attenzione di molti. Da più parti si trovano in rete, a commento del suo lavoro, riferimenti alla frase attribuita a Picasso secondo cui "Los malos artistas imitan, los buenos artistas roban" (anch'essa già sovvertita e riscritta da Banksy): gli artisti mediocri copiano, i grandi artisti rubano. Il dibattito è aperto: giudicate voi.

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