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Fabbrica di mattoni nel Nepal distrutto

Operai al lavoro a Bhaktapur per la ricostruzione del Paese dopo il terremoto, in una corsa contro il tempo prima dei monsoni estivi

In questi suoi scatti il fotografo Narendra Shrestha ha immotalato i lavoratori all'opera in una fabbrica di mattoni a Bhaktapur, in Nepal, impegnati in una corsa contro il tempo per fabbricare, prima che arrivino le piogge del monsone estivo, i mattoni necessari a riparare gli edifici danneggiati o costruire rifugi provvisori per le centinaia di migliaia di senzatetto, vittime del forte terremoto del 25 aprile scorso e delle sue centinaia di repliche.

Tra le tante emergenze che il Paese sta affrontando c'è infatti, in varie regioni, anche una grave mancanza di materiale edilizio, dopo che circa 40 milioni di abitazioni e l'80% delle fabbriche di mattoni sono state danneggiate dal sisma. A un mese dalla prima grave scossa di magnitudo 7,8 che ha sconvolto il Nepal causando oltre 8.600 morti, quasi 20.000 feriti e danni materiali incalcolabili, la popolazione nepalese è stremata. Impietosa, la terra ha tremato ancora ieri per due volte in piena notte e a fine mattinata con due scosse di magnitudo superiore a 4 gradi Richter. 

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Jamie McGoldrick, coordinatore degli aiuti umanitari dell'Onu in Nepal ha lanciato un nuovo appello alla mobilitazione internazionale per assicurare il successo della ricostruzione del Paese. Il responsabile ha parlato di "un contributo sostanzioso, ma ancora insufficiente" da parte della comunità mondiale, sottolineando che ad oggi sono stati ricevuti solo 92,4 milioni di dollari, ossia il 22% dei 423 promessi per la risposta umanitaria in Nepal. 

EPA/NARENDRA SHRESTHA
Bhaktapur, Nepal, 19 maggio 2015.
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