Rita Fenini

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Sino al 30 giugno 2019, al MAO Museo d'Arte Orientale di Torino, è allestita la mostra "Safar: viaggio in Medio Oriente, vite appese a un filo", con le suggestive immagini della nota giornalista e studiosa Farian Sabahi.

Una sessantina gli scatti in mostra, tutti realizzati tra il febbraio 1998 e la primavera 2005 in Libano, Siria, Iraq, Iran, Emirati Arabi, Azerbaigian, Uzbekistan e Yemen

Il significato della mostra

In persiano e in arabo, Safar vuole dire viaggio, una parola che racchiude in sè i molteplici significati della mostra.

Il percorso espositivo, che si snoda fra 60 splendide immagini, racconta infatti sia i viaggi di Farian Sabahi, le Terre e le persone ritratte, sia, al contempo, esorta il visitatore a compiere un altro viaggio, geografico ed emotivo.

Quello che Farian Sabahi ci racconta è un mondo visto e immortalato poco prima (e immediatamente dopo) che in alcuni di questi Paesi iniziassero terribili conflitti, un mondo stravolto anche dove la guerra non si è combattuta, dove permangono vecchie cicatrici e dove il progresso si contrappone con forza e difficoltà agli aspetti più tradizionali del vivere quotidiano.

Le fotografie, stampate per la mostra su carta museale opaca, sono presentate senza cornici, senza stretti confini, ma appese a un filo da pesca per tonni, ad evocare la precarietà della vita in Medio Oriente, appesa appunto a un filo.

A fare da corredo alle immagini, i passaporti dell'autrice (italiano e iraniano) con i visti per quei Paesi, la macchina fotografica Nikon e gli obiettivi usati, il registratore. E, ancora, le pagine dei quotidiani dell'epoca - tra cui spiccano gli articoli e i reportage su "Il Sole 24Ore" firmati da Farian Sabahi - fissate come in una bacheca.

Sonorità

Arabo, persiano, italiano, francese e inglese sono le lingue che animano il tappeto sonoro.

Le voci che abbracciano il visitatore e lo traghettano “dentro” la storia sono dello scrittore turco e Nobel per la Lettaratura Orhan Pamuk, di Padre Paolo dell’Oglio, del poeta siriano Adonis, di un pescatore sul Tigri, dell’ex presidente iracheno Saddam Hussein, di un omosessuale a Dubai, dell’ex presidente iraniano Muhammad Khatami, dell’architetto Darab Diba, del filosofo Dariush Shayegan, dell’avvocata e attivista pachistana Bilqis Tahira, dello storico azerbaigiano Altay Geyushev, dell’artista e gallerista azerbaigiana Aida Mahmudova, di Pierpaolo Pasolini, dell’attivista yemenita insignita del Nobel per la Pace Tawakkol Karman, della scrittrice iraniana Azar Nafisi.

Farian Sabahi, breve biografia

Classe 1967, Farian Sabahi è scrittrice, accademica e giornalista specializzata sul Medio Oriente - e in particolare su Iran e Yemen - con un’attenzione particolare alle questioni di genere. 

Attualmente è lecturer in Politics and Religion alla John Cabot University di Roma e insegna Relazioni internazionali del Medio Oriente all’Università della Valle d’Aosta.

Dopo il dottorato in Storia dell’Iran (sull’istruzione in Iran negli anni Sessanta e Settanta) presso la School of Oriental and African Studies di Londra, per il post-dottorato ha fatto ricerca sull’economia del petrolio in Iran (contratti buy-back) e per l’assegno di ricerca sulle zone di libero scambio nel Golfo persico.

E’ stata docente a contratto all’Università di Ginevra, alla Bocconi di Milano, alla Sapienza di Roma e a Torino.

Il suo ultimo libro è "Il bazar e la moschea. Storia dell’Iran 1890-2018" (Bruno Mondadori 2019).

Indicazioni pratiche

Il MAO Museo d’Arte Orientale si trova a Torino, in Via San Domenico 11

Orari: martedì-venerdì     dalle 10.00 alle 18.00

          sabato e domenica dalle 11.00 ale 19.00

Chiuso il lunedì

La biglietteria chiude un'ora prima



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