Dal 13 novembre all'8 marzo 2015 il Palazzo della Ragione Fotografia di Milano presenta la mostra Walter Bonatti. Fotografie dai grandi spazi, la prima grande esposizione dedicata al lavoro fotografico, alla vita e alle avventure del celebre alpinista, esploratore e reporter, scomparso nel settembre del 2011.

97 fotografie, di cui 7 di grandissimo formato, accompagnate da video, documenti inediti e oggetti personali legati alle sue affascinanti e impossibili imprese, sono proposte di un allestimento che ripercorre il racconto visivo delle grandi avventure e delle vicende esistenziali di Walter Bonatti, testimoniando oltre 30 anni di viaggi alla scoperta dei luoghi meno conosciuti e più impervi della Terra.

"Ho cercato di mettermi nei panni del primo uomo sulla terra, un uomo che guarda affascinato e attento il mondo intorno a lui per trarne una lezione di vita." Walter Bonatti

La mostra illustra il suo interesse per la fotografia vissuta come possibilità di scoprire e testimoniare, per sé e per gli altri, i grandiosi paesaggi in cui si muoveva, ponendosi davanti e dietro l’obiettivo in maniera molto originale. Le sue fatiche e la sua gioia nella scoperta sono infatti raccontate da grandiosi "autoritratti ambientati" che al contempo rappresentano con talento le geometrie e le vastità degli orizzonti esplorati. 

Nato a Bergamo nel 1930, dal 1951 fino al 1965 Bonatti è stato protagonista di grandi imprese alpinistiche, segnate da trionfi e amarezze, per dedicarsi successivamente all'esplorazione e all'avventura come reporter, in particolare come inviato del settimanale Epoca. Animato da una travolgente passione per l'avventura e per le sfide estreme, forte di una straordinaria professionalità da grande reporter e di un grande talento per la narrazione, è stato da sempre una figura molto popolare, le cui imprese si sono radicate nella memoria di un pubblico di tutte le età. 

L'importante rassegna, promossa e prodotta da Comune di Milano - Cultura, Palazzo della Ragione, Civita, Contrasto e GAmm Giunti, è curata da Alessandra Mauro e Angelo Ponta, in collaborazione con l'archivio Bonatti. 

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