Inaugura il 19 novembre, presso la galleria Forma Meravigli, la mostra Vivian Maier. Una fotografa ritrovata, che per la prima volta porta a Milano le opere della grande Street Photographer statunitense, la cui storia e la cui opera, rimaste ignote fino alla sua morte, nel 2009, sono divenute un caso mediatico e hanno affascinato il mondo.

L'esposizione propone 120 fotografie in bianco e nero, scattate tra gli anni '50 e '60, e una selezione di immagini a colori degli anni '70, oltre ad alcuni filmati in super 8, presentando al pubblico il grande enigma di un'artista rimasta "in incognito" per tutta la durata della sua esistenza. Non solo i suoi scatti non vennnero mai esposti o pubblicati mentre era in vita, ma addirittura - come ben racconta il film documentario Alla ricerca di Vivian Maier - non né parlo mai con nessuno, non le condivise, né le utilizzò per comunicare con il mondo.

Di professione bambinaia, Vivian Maier condusse una vita umile e riservata, realizzando in modo quasi compulsivo, con la macchina fotografica che portava sempre con sé, un enorme numero di immagini, arrivando nel tempo ad archiviare almeno 150.000 negativi, per la maggior parte non sviluppati, e 3.000 stampe.

«Seppur scattate decenni or sono, le fotografie di Vivian Maier hanno molto da dire sul nostro presente. E in maniera profonda e inaspettata… Maier si dedicò alla fotografia anima e corpo, la praticò con disciplina e usò questo linguaggio per dare struttura e senso alla propria vita.» Marvin Heifermann, dall'introduzione al catalogo

A ritrovare una prima parte di questo tesoro sterminato, nel 2007, fu il giovane John Maloof che, dopo aver acquistato "al buio" una parte dell'archivio della misteriosa fotografa, confiscato e venduto all'asta per un mancato pagamento, si mise sulle tracce del materiale restante

Negli scatti ritrovati di Vivian Maier ci imbattiamo anzitutto nella vita quotidiana delle città in cui la grande fotografa ha vissuto - New York e Chicago - osservate con uno sguardo originalissimo, curioso, attratto in particolare dai piccoli dettagli, dai particolari, dalle imperfezioni. I soggetti umani principali dei scuoi scatti erano i bambini, gli anziani, i personaggi insoliti e marginali. 
 
Una parte cospicua del suo corpus fotografico è costituita poi dai numerosi autoritratti, in cui dell'artista ritroviamo lo sguardo austero, riflesso nelle vetrine, nelle pozzanghere, negli specchi oppure solamente l'ombra, incombente sul soggetto della fotografia, come a lasciare una firma o un'impronta.

Accompagna la mostra l'edizione italiana del libro Vivian Maier. Una fotografa ritrovata, la raccolta più completa delle fotografie in bianco e nero e a colori di Maier, a cura di Howard Greenberg, edito da Contrasto (285 pagine, 39 euro). 

Vivian Maier. Una fotografa ritrovata
a cura di Anne Morin e Alessandra Mauro
20 novembre 2015 - 31 gennaio 2016
Forma Meravigli
Via Meravigli 5, Milano


© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti