Rita Fenini

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In occasione di Milano Photofestival e Milano PhotoWeek , il fotografo americano Tom Vack espone "OPenEYe | double visions", una serie di immagini che raccontano un suo percorso parallelo rispetto a quello della fotografia di design, un progetto nuovo e originale nato dal desiderio di esprimersi al di fuori della sua nota e oramai consolidata carriera professionale: non a caso, Michele De Lucchi, parlando di Vack, lo ha definito "non solo un fotografo, ma un costruttore di Immagini"

Quando e Dove

La mostra sarà visitabile sino al 30 giugno 2018 negli spazi dello Showroom Moroso in Via Pontaccio 8/10 a Milano

Perchè è interessante

Dopo molti anni trascorsi valorizzando la bellezza di oggetti di design, Tom Vack ha voluto volgere il suo sguardo altrove, allargando le sue vedute senza porsi limiti né confini, per scoprire e valorizzare la bellezza che ci circonda.

E l'esposizione milanese, curata da Ester Pirotta, si focalizza proprio su questo nuovo percorso creativo, che sintetizza una nuova, personale ricerca estetica, tradotta e interpretata anche grazie alle potenzialità della tecnologia digitale, che consente a Vack di intervenire sull’immagine, facendo emergere ciò che l’occhio del fotografo legge al di là dell’obiettivo.

"OPenEYe | double visions" è un’ interpretazione visiva della realtà ottenuta attraverso la raffinata sovrapposizione di un numero imprecisato di luoghi, persone e oggetti finalizzata a stimolare la percezione visiva dell’osservatore attraverso un sovraccarico di segni, textures e colori.

“Mi piace pensare a queste immagini come a dei ricordi che si sovrappongono inordine sparso nella mia mente, un accavallamento di sensazioni ed impressioni che, messe a fuoco,danno risultati inaspettati” - Tom Vack

Tom Vack, chi è

Fotografo autodidatta, Tom Vack è un  nato a Chicago, dove ha frequentato la Facoltà di Architettura e Design alla University of Illinois Chicago Circle.

Ha lavorato negli USA fino al 1987, prevalentemente collaborando con graphic designers del calibro di Rick Valicenti, JosephEssex, Jilly Simons, Robert Petrick, John Greiner e Gene Bellini.

Successivamente si è trasferito in Europa, vivendo e lavorando tra l’Italia e la Germania, con rinomati designers e architetti: da Michele De Lucchi a Ingo Maurer, da Philippe Starck a Ron Arad passando per Marc Newson, Luigi Colani, Alessandro Mendini, Andrea Branzi e Toshi Kita.

Nel novembre 2014 il Neue Sammlung – The International Design Museum Munich, Pinakothek der Moderne, gli ha dedicato un’esaustiva retrospettiva, una mostra sul suo lavoro intitolata “Vanity of Object. Tom Vack Design Photography”.

Nel 2016 il Milano Design Film Festival ha presentato un film/documentario sulla sua carriera professionale nel mondo del design, intitolato “Drunk on light. An Americanphotographer in Milan”, a cura di Ester Pirotta e Emilio Tremolada.

Negli ultimi anni, insieme ad Ester Pirotta, ha iniziato un percorso parallelo rispetto a quellodella fotografia di design, che ha dato vita ad una collezione di immagini FineArt chiamata "OPenEYe, Print Collection".

Nel giugno 2014 tre opere della collezione OPenEYe sono stateesposte a Palazzo Albrizzi, a Venezia, nell’ambito della mostra collettiva “Morphos-Sustainable Empires”.

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