Fotografo iconico, come, forse, il più iconico dei suoi scatti, "Le Baiser de l’Hôtel de Ville" (il Bacio davanti all'hotel De Ville), Robert Doisneau è indubbiamente uno degli autori più importanti e celebrati dell’intero Novecento.

E questa volta tocca a Pavia, nella splendida cornice di Palazzo del Broletto, ospitare dal 14 ottobre 2017 al 28 gennaio 2018 ben 70 delle sue famose foto in bianco e nero, in una mostra intitolata "Pescatore d’immagini", esposizione che ripercorre l’inconfondibile universo creativo del fotografo francese.

Dove

Ad ospitare la rassegna Palazzo Broletto a Pavia, lo storico palazzo del XII secolo posto nel cuore della città, in Piazza della Vittoria

Quando

L'esposizione sarà aperta al pubblico dal 14 ottobre 2017 al 28 gennaio 2018 nei seguenti giorni e orari:

  • Martedì, giovedì, venerdì 10:00-13:00 / 14.00-18:00
  • Mercoledì 10:00-13:00 / 14.00-22:00
  • Sabato, domenica e festivi 10:00-19:00

Perché è interessante

Il percorso espositivo, che mette in mostra alcune delle immagini più riconoscibili della sua carriera, si apre con l’autoritratto del 1949 e ripercorre i soggetti a Doisneau più cari, conducendo il visitatore in un’emozionante passeggiata nei giardini di Parigi, lungo la Senna, per le strade del centro e della periferia, nei bistrot e nelle gallerie d’arte della capitale francese.

I suoi soggetti preferiti sono le persone, i parigini: le donne, gli uomini, i bambini, gli innamorati. La gente comune e gli intellettuali, gli artisti, i musicisti, gli attori. E i poeti, come Jacques Prévert, col quale condivise, fino alla sua morte, un’amicizia fraterna.

La sua ispirazione è la strada, la città, il quartiere. Perchè, come lui stesso ebbe modo di ricordare: “Le meraviglie della vita quotidiana sono così eccitanti. Nessun regista può ricreare l’inaspettato che si trova nelle strade"

Il Bacio dell’Hotel de Ville

Scattata nel 1950, la celebre foto ritrae una coppia di ragazzi che si bacia davanti al municipio di Parigi, mentre, attorno a loro, la gente cammina veloce e distratta.

L’opera, per lungo tempo identificata come un simbolo della capacità della fotografia di fermare l’attimo, non è stata scattata per caso: Doisneau, infatti, stava realizzando un servizio fotografico per la rivista americana Life e chiese ai due giovani di posare per lui.

Chi è Robert Doisneau

Nato a Gentilly il 14 aprile 1912, dopo essersi diplomato all’École Estienne, Doisneau scopre la fotografia da giovane, mentre lavora in uno studio di pubblicità specializzato in prodotti farmaceutici.

Nel 1931 è operatore da Vigneau e, nel 1934, fotografo per le officine Renault, da cui  viene licenziato cinque anni più tardi per assenteismo.

Nel 1939 diviene fotografo-illustratore free-lance e nel 1946 entra definitivamente nell’agenzia Rapho.

Nel 1974 la Galleria Chateau d’Eau di Toulouse espone le sue opere e, a partire dagli anni Settanta, ottiene i primi importanti riconoscimenti. Da allora le sue fotografie vengono pubblicate, riprodotte e vendute in tutto il mondo.

Muore a Montrouge, il 1º aprile 1994

Autore di un grande numero di opere (gli archivi di Robert Doisneau comprendono circa 450.000 fotografie), Doisneau è diventato il più illustre rappresentante della fotografia “umanista” in Francia.

Le sue immagini sono oggi conservate nelle più grandi collezioni in Francia, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna e sono esposte in tutto il mondo.

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