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Inaugurata il 5 aprile scorso al Centro Saint-Bénin di Aosta, proseguirà fino al 29 settembre la mostra fotografica Pepi Merisio. Il gioco, dedicata al grande fotografo di Caravaggio (in provincia di Bergamo), per "offrire un approfondimento sulla cultura fotografica in Italia nel secondo Novecento". L'allestimento propone 44 fotografie, in bianco e nero e a colori, di varie dimensioni, che Merisio ha scattato tra il 1950 e il 1989, raccontando con delicatezza e poesia il tema del gioco, cogliendone la dimensione senza tempo, nelle più varie situazioni della vita quotidiana.


La mostra è corredata da un catalogo bilingue italiano-francese (14,00 euro), edito da Allemandi, che contiene i testi di Cesare Colombo e delle due curatrici, Raffaella Ferrari e Daria Jorioz.


Vedi anche:

LE FOTOGRAFIE DI PEPI MERISIO. QUANDO I PRETI VESTIVANO DA PRETI E GLI OPERAI DA OPERAI - Intervista


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Pepi Merisio , nato nel 1931, foto-amatore autodidatta dal 1947, collaboratore dal 1956 del Touring Club Italiano e di numerose riviste italiane e internazionali. Professionista dal 1962, dal 1963 nello staff di Epoca, per la quale fu il primo a fotografare la giornata di un papa, Paolo VI. Ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti in Italia e all’estero: è stato nominato nel 1988 Maestro della Fotografia Italiana dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e nel 1989, con Fulvio Roiter e Gianni Berengo Gardin, ha rappresentato l’Italia nel volume commemorativo dei 75 anni della casa fotografica Leica. Nel 1982 l'Editoriale Fabbri lo ha accolto nella collana "I grandi fotografi", mentre nel 1988 è stato nominato Maestro della Fotografia Italiana dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche. Ha pubblicato oltre cento libri fotografici e presentato le sue immagini in numerose personali nei principali musei e gallerie di tutto il mondo. Nel 2011 è stato invitato alla 54/a Biennale di Venezia.

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