Rita Fenini

-

Da a Henri Cartier-Bresson a Robert Capa, da Werner Bischof a Inge Morath passando per Erich Lessing, Marc Riboud, Jean Marquis e Ernst Haas: la rassegna milanese ripercorre per intero la prima mostra del gruppo di autori, appartenenti all’Agenzia fotografica Magnum, tra il 1955 e il 1956. Il corpus di opere, abbandonato in una cantina di Innsbruck, è stato ritrovato cinquant’anni dopo, nel 2006, ancora chiuso nelle sue casse.

Dove e Quando

La mostra "Magnum’s First.La prima mostra di Magnum" - curata da Andrea Holzherr, Global Exhibitions Manager di Magnum Photos - è visitabile sino al 6 ottobre 2019 nelle sale del Museo Diocesano Carlo Maria Martini (ingresso da piazza Sant’Eustorgio 3) di Milano

Orari: da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 18.00

Chiuso lunedì (eccetto festivi)

Perchè è interessante

Il percorso espositivo, che presenta otto servizi fotogiornalistici, corredati da una sezione introduttiva, ruota attorno alle diciotto fotografie in bianco e nero di Henri Cartier-Bresson, sugli ultimi giorni e il funerale del Mahatma Gandhi, che facevano parte del servizio pubblicato dalla rivista Life nel febbraio 1948.

Allontanandosi volutamente da quel genere di reportage di guerra che lo aveva reso famoso, tre immagini di Robert Capa documentano un gruppo di popolani che danza a una festa basca, a Biarritz, nel sud della Francia nel 1951: queste fotografie, pubblicate postume, avevano lo scopo di sottolineare il ritorno alla pace in una regione divenuta sinonimo di barbarie, al tempo della Guerra civile spagnola.

La mostra prosegue con le foto di scena di Ernst Haas (scattate sul set del kolossal hollywoodiano "La regina delle Piramidi" del 1955), cui fanno seguito le sette fotografie di Werner Bischof, raccolte durante il suo viaggio intorno al mondo nei primi anni cinquanta: immagini come il bambino che suona il flauto in Perù, o il prete shintoista nel cortile del tempio in Giappone, sono piene di delicate sfumature, pregevoli sia per la composizione che per le tonalità di bianco e nero.

Unica donna del gruppo, Inge Morath, propone una serie di dieci fotografie, realizzate a Londra, per un articolo pubblicato sulla rivista Holiday nel1953, tra cui il ritratto di Lady Nash, il suo scatto più famoso.

Altro grande contributo di fotogiornalismo è quello di Jean Marquis, autore poco conosciuto fuori dai confini della Francia, probabilmente membro della Magnum fino al 1957: le sue fotografie furono scattate durante un viaggio che fece con la moglie in Ungheria, nel maggio 1954, e che furono pubblicate nel novembre dello stesso anno sul New York Times Magazine.

Erich Lessing ha documentato l’occupazione nazista di Vienna, la sua città, da cui trapelano serenità e anche, in certo modo, buonumore, in luoghi simbolo della capitale austriaca come il giardino del Belvedere, il Prater, il Rathauspark.

A chiudere idealmente l’esposizione, le opere giovanili di Marc Riboud, che risalgono al 1951 (prima del suo ingresso nella Magnum) e documentano la vita nei villaggi dalmati, tra Vrlika, Spalato e Dubrovnik: emblematica la foto finale di questa serie, ovvero un grande ritratto del presidente jugoslavo Tito mentre viene riportata al suo posto alla fine di un congresso.
 


© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Letizia Battaglia: una grande antologica ai Tre Oci

Sino al 18 agosto 2019, alla Casa dei Tre Oci di Venezia una grande antologica ripercorre l'intera carriera di Letizia Battaglia, illustre protagonista della fotografia contemporanea

Le foto di Massimo Sestini in mostra a Milano

Fino al 4 agosto, presso lo spazio Forma Meravigli di Milano, la mostra di Massimo Sestini "L’aria del tempo", una serie di incredibili visioni aeree del nostro paese

Dior a Venezia: in mostra le immagini dell'archivio Cameraphoto

A Villa Nazionale Pisani di Stra, fino al 3 Novembre, una mostra racconta la collezione di Christian Dior presentata a Venezia nel 1951 e il grande "Bal Oriental" a Palazzo Labia

Commenti