Rita Fenini

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Dopo Essen e Madrid, arriva alla Galleria nazionale dello Jeu de Paume di Parigi la mostra fotografica "Cartes et territoires", prima grande monografica internazionale dedicata a Luigi Ghirri ed incentrata soprattutto sugli scatti realizzati dal noto fotografo emiliano negli anni Settanta, decennio in cui Luigi Ghirri ha prodotto un corpus di immagini a colori che non ha eguali in Europa in quel periodo.

Dove e Quando

"Cartes et territoires" è aperta al pubblico sino al 2 giugno 2019

Sede della mostra, la Galleria nazionale dello Jeu de Paume di Parigi in Place de la Concorde, 1

L’esposizione, curata da James Lingwood, è stata realizzata in collaborazione con Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid; Jeu de Paume, Paris e il Museum Folkwang, Essen.

Perchè è interessante

Divisa in quindici sezioni, la mostra propone gli scatti più noti dell'autore, che, nativo di Scandiano - nel cuore dell'Emilia -  ha da sempre immortalato l'habitat ed i cambiamenti della sua provincia di origine: le strade, le piazze, le periferie di Modena e Reggio Emilia e le spiagge della Romagna i suoi soggetti preferiti

E per comprendere la sua "poetica", non c'è nulla di meglio che un commento dello stesso Ghirri "Mi interessano l’architettura effimera, il mondo delle province, gli oggetti considerati di cattivo gusto, kitsch, ma che per me non sono mai stati così, gli oggetti carichi di desideri, sogni, ricordi collettivi […] finestre, specchi, stelle, palme, atlanti, globi, libri, musei e persone viste attraverso le immagini.

Da segnalare, fra le immagini esposte, scatti come "Diaframma 11, 1/125, luce naturale", incentrato sulla maniera in cui le persone fotografano e sono fotografate, e Italia Ailati e Vedute, ispirati alla provincia italiana.

Luigi Ghirri, breve biografia

Luigi Ghirri nasce a Scandiano, Reggio Emilia, il 5 gennaio 1943.

Inizia a fotografare nel 1970 lavorando principalmente per artisti concettuali.

Del 1972-1974 è il lavoro “Colazione sull’erba”; nel 1973 realizza “Atlante” e tiene la prima mostra personale a Modena.

Lavora inoltre come grafico e nel 1975 è scelto come “Discovery” dell’anno da “Time-Life”; nello stesso anno è pubblicato un portfolio di otto pagine in “Time-Life Photography Year”.

Nel 1977 fonda (insieme a Paola Borgonzoni e Giovanni Chiaramonte) la casa editrice Punto e Virgola, per la quale pubblica, in Italia e in Francia, Kodachrome (1978) frutto di una ricerca intrapresa all’inizio del decennio.

Nel 1979 il CSAC dell’Università di Parma gli dedica una grande mostra monografica e nel 1982 è invitato all’esposizione “Fotographie 1922-1982” alla Photokina di Colonia.

Nel 1983 la rivista “Lotus International” gli affida l’incarico di fotografare il cimitero di Modena di Aldo Rossi: inizia così un intenso lavoro finalizzato all’analisi dell’architettura e del paesaggio italiano realizzando volumi su Capri (1983), con Mimmo Jodice, l’Emilia Romagna (1985-1986), Aldo Rossi (1987).

La sua lunga e profonda riflessione sul tema del paesaggio culmina sul finire degli anni Ottanta con la pubblicazione dei volumi "Paesaggio italiano" e "Il profilo delle nuvole", entrambi del 1989.

Nel 1991 conclude un lavoro su Giorgio Morandi, che lo aveva impegnato per due anni.

Muore prematuramente a Roncocesi, Reggio Emilia, il 14 febbraio 1992.

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