Rita Fenini

-

120 immagini vintage - tra cui una decina inedite dedicate a Venezia - in grado di ripercorre l’intera carriera di Willy Ronis, uno dei maggiori interpreti della fotografia del Novecento, protagonista ( con Brassaï, Gilles Caron, Henri Cartier-Bresson, Raymond Depardon, Robert Doisneau, Izis, André Kertész, Jacques-Henri Lartigue e Marc Riboud) della corrente umanista francese

Quando

La mostra sarà visitabile dal 6 Settembre 2018 al 7 Gennaio 2019 nei seguenti giorni e orari:

Tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00

Chiuso martedì

Dove

Ad ospitare la retrospettiva "Will Ronis. Fotografie 1934-1998" la Casa dei Tre Oci in Fondamenta delle Zitelle, 43, Giudecca, Venezia

Perchè è interessante

Primo fotografo francese a lavorare per Life Magazine, nonostante, con grand modestia, affermasse che "Le mie sono fotografie che potrebbero fare tutti. Io sono un uomo qualunque che va in giro e fissa il riflesso dello spettacolo della strada", Willy Ronis è sicuramente da annoverasi fra i grandi "maestri" del'900, al pari di Capa, Henri Cartier-Bresson e Robert Doisneau, con il quale, tra l'altro, veniva spesso scambiato

Interessato, come tutti i fotografi "umanisti", alla condizione umana e alla semplice quotidianità -paradigma di un significato esistenziale universale- attraverso le sue immagini Ronis ha sviluppato una sorta di micro-racconti, costruiti partendo dai personaggi e dalle situazioni tratte dalla strada e dalla vita di tutti i giorni, che lo portarono a estasiarsi e ad entusiasmarsi davanti ai piccoli dettagli del reale: dalla giovane donna che salta una pozzanghera al bambino che corre con la baguette sotto il braccio, passando per la giovane coppia immortalata su una terrazza che si affaccia su una Parigi brumosa ...

Fra le sue immagini più belle e "intime", il celebre "Le Nu provençal", che ritrae sua moglie, nuda e di spalle, mentre si rinfresca con l'acqua di un catino in un caldo pomeriggio d’estate a Gordes, in Provenza

Nonostante Ronis fosse animato da una visione ottimista della condizione umana, nei suoi scatti non celava certo l’ingiustizia sociale, denunciando, attraverso i suoi lavori, le precarie situazioni di vita delle classi più povere: le sue convinzioni politiche di militante comunista lo portavano infatti a un impegno attivo, attraverso la produzione e la circolazione di immagini della condizione e delle lotte operaie.

Willy Ronis, lo stile fotografico

Capace di immortalare magistralmente qualsiasi cosa - passando con disinvoltura dai servizi di moda al nudo alla fotografia industriale - il suo stile resta intimamente legato al suo vissuto e al suo modo di intendere la fotografia

Ronis, in più occasioni definito un vero"reporter della quotidianità", non esitava a rievocare la sua vita e il suo contesto politico e ideologico e i suoi scatti e i suoi testi raccontano di un artista desideroso, prima di tutto, di esplorare il mondo, spiandolo in segreto: ai suoi occhi era più importante "ricevere" le immagini, piuttosto che andarle a cercare, "assorbire" il mondo esteriore, piuttosto che coglierlo.

E da qui partiva per costruire le sue storie, ambientate fra la Francia, Venezia e tutti quei luoghi che Ronis ha visitato, per lavoro o diletto, nel corso della sua quasi centenaria esistenza

Willy Ronis, breve biografia

Willy Ronis nasce nel 1910 a Parigi.

Concluso il liceo, in parallelo agli studi universitari (frequenta per un anno la facoltà di Diritto), studia disegno, violino e musica

Nel 1926, a Parigi, comincia a scattare le sue prime fotografie amatoriali e nel 1932 inizia la sua carriera di fotografo professionista, lavorando nell’atelier paterno.

Alla morte del padre inizia a collaborare con la stampa periodica e nel 1937, diventato reporter–illustratore, acquista la sua prima Rolleiflex, curando un reportage per Plaisir de France. Nello stesso anno conosce e diventa amico del fotografo ungherese Robert Capa

Tra il 1938 e il 1939 realizza un reportage a sfondo sociale (lo sciopero della Citroën), affiancando l'attività lavorativa  a numerosi viaggi in Grecia, Jugoslavia ed Albania.

Tra il 1941 e 44 è direttore di produzione di una troupe nelle zone occupate dai tedeschi; diventa assistente in uno studio di ritratti a Tolone e professore di varie discipline in un centro di formazione tessile: a Tolone conosce Marie-Anne, che sposerà nel 1946.

Nell’ottobre 1944 ritorna a Parigi e riprende la sua attività di fotografo per la stampa periodica: realizza reportage per Air France ed entra a far parte dell’agenzia fotografica Rapho. Contemporaneamente, lavora per l’industria, la pubblicità e la moda e continua le sue ricerche fotografiche.

Nel 1947 vince il premio Kodak e fra gli anni Cinquanta e Sessanta i suoi lavori vengono pubblicati sugli annuari internazionali.

Insignito della medaglia d’oro alla Biennale di Venezia nel 1957, negli anni Sessanta e Settanta è illustratore per diverse pubblicazioni; lavora per i musei e la fondazione Vasarely; realizza un importante reportage in Algeria e nei paesi dell’Est.

Nel 1972 lascia Parigi per Avignone, dove cura seminari alla scuola di Belle Arti. Contemporaneamente, tiene lezioni alla facoltà di Lettere ad Aix en Provence ed alla facoltà di scienze a Marsiglia.

Nel 1979 vince il Grand Prix National des Artes et Lettres pour la Photographie e nel 1980 è l’inviato d’onore al RIP di Arles: l'anno successivo, grazie alla pubblicazione “Sur le fil du hasard”, vince il premio Nadar e, sempre nel 1981, dirige uno studio a Venezia, presso il Centro di Documentazione di Palazzo Fortuny. 

Ritornato a Parigi nel 1983, dona i suoi archivi allo Stato con effetto post mortem.

Insignito di numerosi meriti e nomine - tra le quali il titolo di commendatore dell’ordine delle Arti e delle Lettere (1985), cavaliere della Legione d’onore (1986), membro della Royal Photographic Society (1993) - Ronis muore nella capitale francese il 12 settembre 2009, a 99 anni




© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Cortona On The Move 2018: le donne protagoniste del festival

Dal 12 luglio al 30 settembre 2018 l’ottava edizione del festival internazionale di fotografia, con un ricco programma di mostre, workshop, open call

L'Archivio Fotografico Italiano ai RIP di Arles 2018

Dal 2 al 15 luglio 2018, due importanti mostre ai prestigiosi "Rencontres de la Photographie"

Il NeoRealismo italiano in mostra a New York

Alla Grey Art Gallery di New York, dal 6 settembre al 8 Dicembre 2018, più di 60 fotografi italiani raccontano il Belpaese prima, durante e dopo la guerra mondiale

Commenti