Una mostra intensa e di grande atmosfera quella che inaugura il 19 settembre 2017 allo Spazio Tadini - parallelamente alla PHOTOMILANO Collettiva N°1 (con 90 autori presenti). Un'esposizione di 75 fotografie – 25 per ciascun autore – che si muovono tra le trasformazioni e la vita quotidiana di Milano nei reportage di tre autori significativi per il capoluogo lombardo e per la fotografia di documento degli anni ’60: Ernesto Fantozzi, Valentino Bassanini e Virgilio Carnisio

Dove

Ad ospitare la mostra, lo Spazio Tadini Casa Museo in via Via Niccolò Jommelli 24 a Milano.

Quando

L'esposizione è aperta al pubblico dal 19 settembre al 15 ottobre 2017 con i seguenti giorni e orari: da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.00 /domenica dalle 15.00 alle 18.30

Perché è interessante

Curata da Federicapaola Capecchi e Lucia Laura Esposto (in collaborazione con Circolo Fotografico Milanese), la mostra è un suggestivo spaccato della storia e della cultura di Milano negli anni ’60, la Milano dei vecchi cortili e delle case di ringhiera, delle osterie e delle antiche botteghe, delle persone e dei lavori quasi del tutto scomparsi

Interessante è anche il fil rouge che unisce questa mostra a PhotoMilano, ossia l’indagare la Milano di oggi e la Milano di ieri attraverso il reportage e la fonte storica, una delle funzioni fondamentali della fotografia

E come afferma Ernesto Fantozzi, "Il nostro scopo era produrre una fotografia di tipo documentale, in cui vengono ignorati estetismi e personalismi a favore di un’oggettività di tipo testimoniale. Una fotografia che sia in grado di trasmettere allo spettatore e ai posteri un’immagine quanto più possibile neutra della realtà esaminata”.

Chi sono i fotografi

Ernesto Fantozzi
Nato a Milano nel 1931, inizia a fotografare nel 1958, aderendo subito al Circolo Fotografico Milanese
Amante del reportage, sin dalle primissime fotografie è evidente la sua formazione giovanile iniziata sfogliando le riviste straniere, osservando e studiando immagini sportive e di guerra, realizzate nel modo che ancor oggi preferisce: nessuno spazio all’estetica fine a sé stessa, ma grande attenzione al significato documentario che l’immagine può trasmettere.

Nel 1962 riceve la nomina di AFIAP (Artiste de la Federation Internationale de l’Art Photographique).
Nel 1965 è ideatore e cofondatore del “Gruppo 66”.
Nel 2002 la FIAF lo nomina “Autore dell’anno” e nel 2003 “Maestro della Fotografia Italiana”.
La sua attività è tuttora intensa: workshop, conferenze, mostre personali e collettive.
Le sue foto continuano a essere pubblicate su libri e riviste.

Virgilio Carnisio

Socio storico del Circolo Fotografico Milanese, negli anni ‘60 inizia un lavoro di documentazione analitica del capoluogo lombardo, mosso dall’esigenza di immortalare quegli aspetti della città destinati a scomparire. Nel corso degli anni affina sempre più la sua ricerca, finalizzando il proprio linguaggio espressivo nell’ambito del reportage in bianconero di impostazione prevalentemente sociale, con cui affronta con successo anche altre realtà significative. Numerose sue fotografie sono apparse su giornali e riviste, libri e enciclopedie e fanno parte di collezioni pubbliche e private. Virginio Carnisio prosegue ancora oggi, instancabilmente, la sua indagine fotografica e negli ultimi anni si è dedicato a osservare le radicali trasformazioni del quartiere Isola di Milano.

Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti, nel 1981 è nominato BFI (Benemerito della Fotografia Italiana), nel 1982 AFIAP (Artiste de la Federation Internationale de l’Art Photographique), e nel 1992 BFA (Benemerito della Fotografia Artistica); nel 2006 riceve il Premio Nazionale di Fotografia Pino Fantini e nel 2007 l’Onoreficenza di M.F.A. (Maestro della Fotografia Artistica). L’archivio di Carnisio è gestito dall’AFI

Valentino Bassanini

Milanese, classe 1936, attorno agli anni ’50 si iscrive alla Scuola di pittura di Brera e alla Scuola d’Arte del Castello. Quasi contemporaneamente si avvicina anche alla fotografiae nel ’61 si iscrive al Circolo Fotografico Milanese (di cui è tuttora socio), dove incontra Ernesto Fantozzi, con cui instaura un legame di profonda e duratura amicizia.

Già nel ’64 alcune sue fotografie fanno parte della Mostra collettiva “Milano 1964. Il centro”, esposta al CFM; quindi diviene cofondatore del “Gruppo ‘66”.
Nel 1965 riceve la nomina di AFIAP (Artiste de la Federation Internationale de l’Art Photographique).
Diverse le pubblicazioni e le mostre che comprendono alcuni suoi scatti, da “Popular Photography Italiana” del 1965, alla mostra “Realismo, neorealismo e realtà” del 2016.

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