Rita Fenini

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Intitolata "Le Città di Jo Kut", curata da Marina Guida, la mostra, che propone tre visioni di tre diverse città - Napoli, Roma e la città immaginaria di Jo Kut - accoglie i visitatori in un’atmosfera onirica, regalando al visitatore frammenti di sguardi veloci ed evanescenti delle città visitate, amate e sognate da Giorgio Cutini, fotografo professionista e chirurgo di professione

"Siamo per la fotografia che nasce dalle emozioni e dall’intelletto, espressione latente di un’idea che nella forma e nel contenuto è svincolata dagli obblighi del percorso della rappresentazione figurativa. Utilizziamo la fotografia come modalità percettiva del sapere, per esplorare, come veggenti, i confini della conoscenza": così dichiarava Cutini nel Manifesto “Passaggio di Frontiera”, firmato nel 1995 insieme a nomi illustri come Mario Giacomelli, Gianni Berengo Gardin, Ferruccio Ferroni e molti altri autorevoli nomi della fotografia

Quando

La mostra è aperta al pubblico dal 3 al 20 febbraio 2018 nei seguenti giorni e orari:

dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 19.30; domenica dalle 9.30 alle 14.30.

Chiuso il martedì. Ingresso Libero

Dove

Ad ospitare l'esposizione, il PAN/Palazzo delle Arti di Napoli in Via dei Mille 60

Perchè è interessante

Un piede femminile sotto il tavolo che intercetta il ginocchio del fotografo, una porzione di cupola di una chiesa avvolta nel buio ed illuminata da un lampo luminoso improvviso, una figura femminile che osserva un’opera di Alberto Burri, in un’atmosfera di sospensione temporale: tanto basta, se seguiamo Giorgio Cutini, per scoprire paesaggi della mente e delle emozioni a cui raramente dedichiamo attenzione

Seguendo la suggestione delle “Città Invisibili” di Italo Calvino, Jo Kut (composto dalle iniziali del nome dell’artista) è il nome di una città immaginaria, che racchiude la visione interiore di tutte le altre, reali ed irreali. Cutini inquadra porzioni di realtà e le trasferisce in un’atmosfera visionaria, svelando l’invisibile del visibile.

I suoi soggetti, sfumati e fuori fuoco, sono raccontati attraverso qualche dettaglio sfuggente e conducono l'osservatore nel passato, in terre lontane o fra le strade che si percorrono ogni giorno. Ma soprattutto conducono in un "altrove", in un luogo e in un tempo che prescindono dalle coordinate spazio temporali razionali: sono immagini  inconsce ed emozionali catturate dall’obiettivo fotografico.

Giorgio Cutini, chi è

Nato a Perugia nel 1947, Giorgio Cutini vive ad Ancona e svolge attività di chirurgo, specializzato in chirurgia laparoscopica e robotica. E proprio nell’ambito della sua attività chirurgica, si è spesso dedicato alla fotografia scientifica e alla realizzazione di filmati

Fondamentale per la sua formazione fotografica e artistica è stato l’incontro con Ugo Mulas e la frequentazione assidua dello storico gruppo di fotografi del "Centro Studi Marche", di Mario Giacomelli, Gianni Berengo Gardin ed Enzo Carli: dal confronto, dal dialogo e dall’amicizia con questi personaggi sono state poste le basi e le premesse teoriche per il Manifesto “Passaggio di Frontiera” (Gennaio 1995), tappa decisiva per la ricerca svolta nell’ambito della fotografia.

Noto in Italia e all’estero, Cutini ha partecipato a numerose esposizioni, sia personali che collettive. Ha curato e pubblicato libri d’arte e il suo nome è citato in parecchi libri di fotografia.

Fra i vari riconoscimenti, nel 2008 vince, per la fotografia, il "Premio internazionale delle Arti e della Cultura" del Circolo della Stampa di Milano, XX edizione e nel 2013 gli viene assegnato il 17° "Premio Nazionale Gentile da Fabriano" per la sezione Officina Marchigiana, assieme ai componenti del manifesto “Passaggio di Frontiera”.

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