Mauro Querci

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Rita Fenini

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I bambini di una scuola di campagna ritratti nel momento cruciale in cui il maestro spiega la lezione. Oppure una riunione di veterani, in “bianco e nero”, con i volti segnati dal tempo, ieratici. Ancora: l’istante perfetto, come l’equilibrio compositivo della fotografia, quando un costruttore di ceste sta per iniziare a intrecciare un suo lavoro, sorride alla figlia piccola che gli sta accanto e lo stesso sembra fare il loro cane.

Le immagini di Zeng Yi, uno dei più interessanti fotografi cinesi, sono un documento unico su una Cina sconosciuta a noi occidentali, che in generale la immaginiamo ipertecnologica, fatta di megalopoli che ne scandiscono il successo planetario. È invece una realtà rurale, marginale, in via di sparizione, quella che racconta quest’artista nato nel 1949. Al centro dei suoi “bianchi e neri”, o dei meno numerosi scatti a colori, ci sono soprattutto vecchi e bambini incontrati nelle zone più remote di province come lo Shandong, lo Yunnan, il Tibet - gli adulti non ci sono, andati probabilmente a cercare fortuna nelle grandi città.

La mostra La Cina di Zeng Yi - Immagini di un recente passato, con una cinquantina di immagini, è stata appena inaugurata nel Castello Visconteo di Pavia, e prosegue fino al 7 aprile (info: www.museicivici.pavia.it). “Sono interessato al reale, alla vita quotidiana dei soggetti più fragili, quali sono anziani e bambini” dice Zeng Yi a panorama.it. “Da decenni viaggio nelle zone poco frequentate del Paese e per me è qui che si trovano le storie e i volti che valgono la pena di essere raccontati”.

Ecco allora gli scatti, dagli anni Ottanta a oggi, che compongono una galleria di vita quieta di villaggio, magari in pieno inverno, o su vecchie barche, in una sfilata di grandi marionette per una festa tradizionale. Ci sono cucine fumose, angoli appartati di modestissime case in pietra, il sorriso di una vecchia coppia che condivide spazi minimi e offre all’obiettivo il proprio passaporto, lo sguardo serio e accigliato di un bimbo davanti a un cumulo di neve su cui, in totale contrasto, spunta un cagnolino.

È la vita che è e che scorre. L’obiettivo di Zeng Yi non è mai freddamente documentaristico: si avvicina con una sensibilità attenta a quel frammento di esistenza che va a fissare in un’immagine. Per il fotografo l’armonia degli elementi, la ricerca estetica contano; ma la condivisione di umanità con i propri soggetti viene prima.

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