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Ha inaugurato ieri a Palazzo Grassi a Venezia la mostra Irving Penn, Resonance , la prima grande esposizione in Italia dedicata al fotografo statunitense, che presenta 130 fotografie scattate tra la fine degli anni '40 fino e la metà degli anni '80, ripercorrendo i grandi temi cari a Irving Penn (1917–2009).

 

Nel percorso espositivo, che promuove il dialogo e le connessioni tra le opere di diversi periodi e differenti soggetti, si incontrano scatti della serie "piccoli mestieri", realizzata in Francia, negli Stati Uniti e in Inghilterra negli anni ‘50; ritratti dei grandi protagonisti del mondo della pittura, del cinema e della letteratura realizzati dal 1950 al 1970; fotografie etnografiche degli abitanti della Repubblica di Dahomey, degli aborigeni della Nuova Guinea e degli uomini del Marocco; e ancora la natura morta, con un ruolo di primissimo piano, con gli scatti (fine anni ’70-inizio ’80) che presentano composizioni di mozziconi di sigarette, ceste di frutta, vanitas e teschi di animali fotografati al Museo di Storia Naturale di Praga, nel 1986.

 

La mostra è stata inaugurata insieme all'esposizione L'illusione della luce , curata da Caroline Bourgeois, che presenta opere contemporanee (nell'ingresso e al primo piano di Palazzo Grassi) e si propone di "esplorare i valori fisici, estetici, simbolici, filosofici, politici legati a una delle realtà essenziali dell’esperienza umana, la luce, che sin dal Rinascimento (almeno) costituisce anche una dimensione fondamentale dell’arte".

 

Irving Penn, Resonance 

a cura di Pierre Apraxine e Matthieu Humery 

13 aprile - 31 dicembre 

Palazzo Grassi, Venezia 

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