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Inaugura il 4 febbraio, alle Officine dell'Immagine di Milano, la mostra fotografica LIMBO dell'affermata artista iraniana Gohar Dashti (1980), che torna nello spazio milanese dopo esservi già stata ospite nel 2013 con la personale Inside Out

Il titolo dell’esposizione, che propone 3 recenti lavori della fotografa, prende spunto dal suo ultimo progetto, la serie Stateless (2014-2015) (apolidi), presentata a Milano come nucleo centrale della mostra.

Indagando la difficile condizione di profughi ed esiliati, l'autrice mira a dare "l'identità di una memoria" a chi è stato costretto ad abbandonare la propria terra a causa di guerre, malattie o soprusi.
Lo fa immortalando gruppi di persone sullo sfondo di panorami incontaminati, tra remoti paesaggi desertici dell'isola di Qeshm, un territorio iraniano affacciato sul Golfo Persico. Gente vulnerabile, circondata da una natura possente e silenziosa, smarrita nella lontananza dalla propria terra, dalle propria cultura e dalla propria storia.

Anche la serie Iran, Untitled (2013) è ambientata in un paesaggio surreale dove la presenza umana ha una forza straniante, ma l'artista si concentra qui "sulla morfologia emozionale dell'individuo". Con la potenza che cerca nelle proprie fotografie, mira a denudare la vulnerabilità umana, traducendo l'autentica essenzialità emotiva.

Di analogo lirismo sono anche i trittici del progetto Me, she and the others (2009) nei quali emerge il magnetismo di una affermazione femminile sia privata, sia pubblica. Il ruolo della donna nella cultura iraniana viene indagato in tre differenti contesti sociali: al lavoro, in casa e nella sfera pubblica.

Conquistandosi una crescente attenzione internazionale, Gohar Dashti "è diventata uno dei punti di riferimento del panorama artistico del Medio Oriente". "Da sempre testimone del complesso tessuto sociale e culturale iraniano, si contraddistingue per una cifra stilistica di rara suggestione, capace di proiettare nella dimensione metaforica dell’arte la collisione di tratti distintivi apparentemente opposti: ironia e amarezza, incanto e sofferenza, severità ed evasione. La raffinatezza del suo lessico, strettamente connesso a un’implicita connotazione autobiografica, si traduce in una simmetria creativa audace e incisiva, dove l’estetica dell’allegoria si scopre come costante elemento focale."

Contestualmente alla mostra milanese, il Florida Museum of Photographic Arts le dedica poi un’importante personale, nella quale saranno presentati proprio i suoi ultimi progetti, Iran Untitled e Stateless.

Gohar Dashti | LIMBO
a cura di Silvia Cirelli
4 febbraio – 16 aprile 2016
Officine dell'Immagine
via Atto Vannucci 13 Milano

Ingresso libero
martedì – venerdì: 15 – 19
sabato 11 – 19
lunedì e giorni festivi su appuntamento

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