Rita Fenini

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Sessant’anni fa, nel 1955, moriva James Dean, il bello e dannato di Hollywood, vero e proprio simbolo di quella Gioventù Bruciata che aveva incarnato nel film omonimo uscito nelle sale proprio in quello stesso anno. E a immortalare il mito era presente Sid Avery, fotografo statunitense che ritrasse in modo straordinario i miti hollywoodiani del dopoguerra. Audrey Hepburn, Sophia Loren, Paul Newman, Elizabeth Taylor o Steve McQueen, tutti vengono fotografati con la stessa intensità, a metà strada tra lo scatto rubato e la foto posata, caratteristica che da sempre è stata peculiare di Avery, un pioniere dell’istantanea nel patinato mondo di Hollywood. Il suo può essere definito uno stile “candid”, inusuale per il ritratto divistico: facendo incursione nella vita ordinaria e privata delle star, Avery ne ha colto il lato più intimo, quello che normalmente rimaneva nascosto dietro alle luci dei riflettori. La mostra bolognese (ONO arte contemporanea dal 13 febbraio al 1 marzo 2015) propone una quindicina di suggestivi scatti, che pongono l’accento sull’umanità dei divi ritratti e non più sul loro essere "dei da adorare".
La mostra è patrocinata dal Comune di Bologna


Hollywood Snapshot. Sid Avery Photographs
ONO arte contemporanea
13 febbraio - 1 marzo 2015
via santa margherita, 10- Bologna

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