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Fino al 31 ottobre, presso la Fondazione Dalmine, in provincia di Bergamo, è aperta al pubblico la mostra documentale e fotografica Mi-Bg 49 km visti dall’autostrada, dedicata al tratto di autostrada tracciato nel 1927 tra Milano e Bergamo, alla sua storia, ai cambiamenti che sono avvenuti e stanno avvenendo "al suo interno e al suo intorno", alla sua attualità e al suo futuro prossimo.

Segmento della rete autostradale italiana collocata in una delle aree metropolitane più critiche d'Europa, la Milano Bergamo supporta quotidianamente un'enorme quantità di flussi e, in meno di un secolo di vita, ha vissuto rilevanti trasformazioni territoriali. 

A questo elemento strutturale del territorio lombardo la mostra - proposta nell'ambito del programma Triennale Xtra: in viaggio con la Triennale - guarda come a uno "specchio" e a una "vetrina" di un'area che è oggi teatro, nelle parole dei curatori, di un "conflitto cruciale tra sistemi eccezionali, dedicati alla regolazione del transito veloce su automezzi, e forme ordinarie di urbanizzazione, che li stringono d'assedio", generando un attrito con lo specifico territorio che attraversa. Una "manciata di chilometri che sembra il laboratorio ideale per prendere le misure al futuro urbano".

Allestita presso la Fondazione Dalmine, nella pensilina dell'autostazione e nell'ex spaccio aziendale della Dalmine SpA, la mostra fa proprie le tecniche stratigrafiche della ricerca archeologica, presentando gli Elementi (a cura di Paolo Mestriner) che compongono l'autostrada come un manufatto, i Paesaggi (a cura di Davide Pagliarini) che l'attraversano e ne sono attraversati e le Architetture (a cura di Andrea Gritti) che l'hanno assunta come contesto naturale.

La mostra offre uno sguardo molto articolato sulla Milano-Bergamo, proponendo, tra l'altro, disegni, rilievi, sondaggi, repertori, inventari, immagini, video, tavole a scala geografica, schede botaniche di dettaglio ed elementi provenienti da siti industriali dell'area. 

I curatori della mostra hanno inoltre chiesto al fotografo Giovanni Hänninen di puntare i suoi obiettivi e microfoni verso l'attualità dell'autostrada Milano-Bergamo per realizzare una galleria di immagini e di suoni corrispondenti.

I suoi scatti documentano una lunga campagna di ricognizione e osservazione che ha accompagnato tutte le fasi della ricerca, e interpretano i 49 Km tra Bergamo e Milano come una "sezione di paesaggio" - per usare un linguaggio caro a Gabriele Basilico -, ritraendo "le ragioni contrapposte di spazi particolari in reciproca contesa che si oppongono alla semplicistica fusione in una sola indistinguibile unità del manufatto autostradale e dei territori attraversati". 

I sopralluoghi del fotografo italo-finlandese ci conducono tra creazioni architettoniche, ponti, porte, torri, muri, prefabbricati, barriere antirumore, siepi, filari di conifere ed ecosistemi agrari. Un percorso dagli spazi interni, invisibili dall'autostrada, ai luoghi toccati solo dal suo eco sonoro o dalla sua visione a distanza, fino a quelli dove invece gli effetti di una insostenibile promiscuità sono palesi e per certi versi drammatici.

La mostra è dedicata alla memoria dell'architetto Roberto Spagnolo, professore ordinario di Composizione architettonica e urbana nella Scuola di architettura e società del Politecnico di Milano, prematuramente scomparso lo scorso 21 luglio 2015.

Alla mostra è affiancato un programma di conferenze e visite guidate organizzate con la collaborazione dell'Associazione Bergamo Scienza e della Fondazione Dalmine.

Mi-Bg 49 km visti dall'autostrada
A cura di Andrea Gritti, Paolo Mestriner, Davide Pagliarini
Gruppo di ricerca: Elena Fontanella, Alisia Tognon, Marco Voltini, Claudia Zanda, Gianluca Agazzi 
Fotografie di Giovanni Hänninen
Image consulting: Stefania Molteni 
Sound designer: Gavriél Pardi
28 settembre 2015-31 ottobre 2015
Fondazione Dalmine
Piazza Caduti del 6 luglio 1944, 1 Dalmine (BG)
lunedì-venerdì 15:00-18:00  

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