Rita Fenini

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Curata da Denis Curti, la mostra ripercorre l’intera carriera fotografica di Fulvio Roiter, presentandosi come la più completa monografica mai realizzata sull’autore e la prima dopo la sua recente scomparsa. Un omaggio e un ricordo che la Casa dei Tre Oci ha voluto dedicare al fotografo che più di ogni altro ha legato l’immagine di Venezia al proprio nome.

Quando

La mostra sarà visitabile dal 16 marzo al 26 agosto 2018 nei seguenti giorni e orari:

Tutti i giorni, dalle 10.00 alle 19.00. Chiuso martedì

Aperture straordinarie: 1, 2, 24 e 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, 14 e 15 agosto 

Dove

Sede dell'esposizioe, la Casa dei Tre Oci in Fondamenta delle Zitelle, 43 - Giudecca, Venezia 

Perchè è interessante

Divisa in 9 sezioni, ciascuna espressione di uno specifico periodo della vita e dello stile di Roiter, il percorso espositivo si snoda attraverso 200 fotografie (la maggior parte vintage) che ripercorrono tutta l’ampiezza e l’internazionalità del lavoro di Fulvio Roiter, senza ombra di dubbio uno tra i fotografi più significativi dei nostri giorni

In mostra, stupefacenti immagini che rappresentano Venezia e la laguna, ma anche i viaggi a New Orleans, Belgio, Portogallo, Andalusia e Brasile: con la finezza compositiva di stampo neorealista che caratterizza i lavori di Roiter, la mostra ai Tre Oci scandisce le tappe di una vita interamente dedicata alla fotografia e alla ricerca dei luoghi dell’anima, vissuta dall’autore tra scenari di viaggi, scoperte e amori incondizionati. 

Interessantissimo l'allestimento, che si arricchisce di videoproiezioni, ingrandimenti e una ventina di libri originali, che, oltre a visualizzare in pagina l’opera di Roiter, restituiscono anche la vastità di contributi critici dei tanti autori che hanno scritto sul suo lavoro, tra cui Andrea Zanzotto, Italo Zannier, Alberto Moravia, Ignazio Roiter, Fulvio Merlak, Gian Antonio Stella, Roberto Mutti, Giorgio Tani, Enzo Biagi. Non manca, inoltre,  il breve ma intenso ricordo della moglie Lou

Fulvio Roiter, breve biografia

Nato a Meolo, Venezia, nel 1926, Roiter si diplomò come perito chimico, ma dal 1947 si dedicò alla fotografia, che dal 1953 divenne la sua professione

Nel 1949 aderì al circolo fotografico La Gondola di Venezia (fondato due anni prima dall'amico Paolo Monti) e nel 1953 partì per la Sicilia per il suo primo viaggio fotografico, il primo di molti in tutto il mondo.

La pubblicazione, nel gennaio 1954, di alcuni scatti siciliani sulla rivista Camera segnò il suo debutto sulla scena internazionale: dopo avere realizzato numerosi reportage per alcune riviste, pubblicò, nel 1954, il suo primo libro fotografico, il volume in bianco e nero Venise a fleur d'eau.

Nel 1956 Roiter vinse la seconda edizione del prestigioso Premio Nadar con il libro di sole foto in bianco e nero intitolato "Umbria. Terra di San Francesco" (Ombrie. Terre de Saint-François).

Ma la sua notorietà aumentò in maniera esponenziale grazie gli scatti sulla sua Venezia, da cui trasse il volume "Essere Venezia" del 1977, stampato in quattro lingue con una tiratura di circa un milione di copie, un best seller unico per l'editoria fotografica.

E' importante sottolineare che, con lo stesso approccio meticoloso e attento con cui lavorava ai progetti editoriali, Roiter non tralasciava alcun passaggio della produzione fotografica: per queste ragioni, le stampe (come anche i libri) doveva realizzarle lui personalmente, nella camera oscura allestita in casa sua, per poi timbrarle e firmarle, così da esaltarne e tramandarne il valore. .

Il 18 aprile 2016, dopo una lunga malattia, Fulvio Roiter si è spento all'ospedale di Venezia.



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