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"Nelle mie intenzioni, le foto riunite in questo volume sono da guardare singolarmente. Vi invito quindi a essere miei complici. Prendete un foglio di carta bianca o un cartoncino e di tanto in tanto coprite l'una o l'altra pagina. Meglio ancora, strappate le pagine per comporre le combinazioni che più vi piacciono, e poi andate a comperarvi un libro intonso per sostituire quello che avete fatto a pezzi."

Pubblicato da Electa, è tornato in libreria Scatti personali, il libro più intimo e personale di Eliott Erwitt, grande fotografo statunitense, storico socio dell'agenzia Magnum Photos. Stampato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1988, col titolo Personal Exposures, la raccolta riunisce le istantanee argute e commoventi che hanno reso celebre Erwitt, da quelle ormai diventate iconiche ad altre ancora inedite, tutte accomunate dalla capacità del grande autore di coinvolgere l'osservatore facendo leva sul divertimento e, insieme, sulla meraviglia, talvolta suscitando inaspettate malinconie.

«Per i miei "scatti personali" non uso il colore. Quello lo riservo al lavoro. Ho già una vita abbastanza complicata, quindi mi limito al bianco e nero e mi va bene così. Il bianco e nero è il compendio che permette di arrivare all’essenziale, ma è molto più difficile azzeccarlo.» Elliott Erwitt

Vedere quello che pochi vedono e catturarlo per mostrarlo a tutti, con la consapevolezza che "le foto migliori sono quelle che accadono, ma solo a patto che si sappia come guardarle" e che "il vero giudice del significato di una foto è l’osservatore": questa l’essenza del volume. Per realizzarlo, Erwitt ha pazientemente passato in rassegna il lavoro di un'intera vita, riscoprendo stampe che non vedeva da anni e creando una raccolta organica, che riflette una visione matura e coerente della fotografia e della vita. In questo percorso per immagini incontriamo, tra l'altro, la comica solennità dei nudisti, l'incontenibile giocosità dei bambini, l'arroganza innata di de Gaulle durante una serata al Cremlino o la spiritualità tangibile di papa Giovanni Paolo II. 

Al secolo Elio Romano Erwitz, nato a Parigi nel 1928 da espatriati russi, dall'Italia di Mussolini Erwitt emigrò con la famiglia nel sud della California, dove trascorse gli anni dell'adolescenza. Svolse il servizio militare in Europa, in forza all'esercito americano, raggiungendo il successo come fotografo per i più importanti periodici di attualità. Agli incarichi commerciali, fra cui molte note campagne pubblicitarie, ha però sempre affiancato i suoi "scatti personali”. Numerosissime le mostre personali presentate in grandi musei come lo Smithsonian, il Museum of Modern Art, la Kunsthaus di Zurigo o il Chicago Art Institute. 

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