Rita Fenini

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Elliott Erwitt, uno dei più grandi fotografi contemporanei, ha compiuto 90 anni lo scorso 26 luglio.

E Pavia, per l'occasione, lo celebra con un'esposizione che raccoglie settanta dei suoi scatti più famosi, in grado di offrire al visitatore uno spaccato della storia e del costume del Novecento visti attraverso la tipica ironia di Erwitt, pervasa da una vena surreale e romantica.

Quando

"Elliott Erwitt.Icons" apre al pubblico dal 13 ottobre 2018 al 27 gennaio 2019 nei seguenti giorni e orari:

Dal martedì al venerdì: 10.00-13.00/14.00-18.00

Sabato, domenica e festivi: 10.00 - 20.00

(La biglietteria chiude un'ora prima)

Dove

Ad ospitare la mostra le Scuderie del Castello Visconteo a Pavia, in viale XI Febbraio, 35

Perchè è interessante

Membro della famosa agenzia Magnum Photos, fine osservatore e maestro indiscusso nell'uso del bianco e nero, di Elliott Erwitt non si possono non ricordare quegli scatti oramai entrati nell'immaginari collettivo: dalla lite tra Nixon e Kruschiev all'immagine di Jackie Kennedy durante il funerale del marito passando per il celebre incontro di pugilato tra Muhammad Alì e Joe Frazier e il fidanzamento di Grace Kelly con il principe Ranieri di Monaco.

E accanto a queste oramai leggendarie "icons", alle Scuderie del Castello Visconteo il percorso espositivo si snoda fra una serie famosi ritratti (Che Guevara, Marlene Dietrich, Marilyn Monroe) e i temi più amati dal pubblico per la loro forza romantica (come il famoso California Kiss, uno dei baci più visti e rappresentati, insieme a quello di Robert Doisneau) o per la loro dimensione più intima e privata, come quello della sua primogenita neonata sul letto, osservata dalla mamma.

Dotato di grande senso dell'umorismo -“Uno dei risultati più importanti che puoi raggiungere, è far ridere la gente. Se poi riesci, come ha fatto Chaplin, ad alternare il riso con il pianto, hai ottenuto la conquista più importante in assoluto. Non miro necessariamente a tanto, ma riconosco che si tratta del traguardo supremo”, affermò in un'intervista - a Pavia, non manca anche l’Erwitt più ironico, come testimoniano le immagini del matrimonio di Bratsk o quelle dei suoi cani: uno su tutti, lo scatto che immortala un cagnolino vestito con cappotto e cappellino che contrasta con le lunghe gambe della padrona e del danese che lo accompagnano.

A chiudere idealmente la rassegna, una collezione di autoritratti che racconta come Erwitt ami prendersi gioco anche di se stesso e una sezione documentale con i giornali e le pubblicazioni originali su cui comparvero per la prima volta le sue immagini

Elliott Erwitt, breve biografia

Nato in Francia nel 1928 da una famiglia di emigrati russi, Elliott Erwitt (vero nome Elio Romano Erwitz) passa i suoi primi anni in Italia.

A 10 anni si trasferisce con la famiglia in Francia e da qui, nel 1939, negli Stati Uniti, stabilendosi dapprima a New York e poi a Los Angeles.

Nel 1949 torna in Europa, viaggiando e immortalando a lungo realtà e volti in Italia e Francia: sono questi gli anni che segnano l’inizio della sua carriera di fotografo professionista.

Nei primi anni ‘50, dopo essere transitato per Pittsburg, la Germania e la Francia, si stabilisce a New York, città che elegge a sua base operativa 

Chiamato dall’esercito americano, nel 1951 continua a lavorare per varie pubblicazioni e, contemporaneamente, anche per lo stesso esercito USA di stanza in New Jersey, Germania e Francia.

La grande opportunità gli viene offerta dall’incontro (durante le sue incursioni newyorchesi a caccia di lavoro) con Edward Steichen, Robert Capa e Roy Stryker, che amano le sue fotografie al punto tale da diventare suoi mentori: nel 1953, congedato dall’esercito, Elliott Erwitt viene invitato da Robert Capa ad unirsi a Magnum Photos, di cui diventa presidente nel 1968 ed ancora oggi ne è membro attivo

Pur continuando il suo lavoro di fotografo, negli anni ‘70 comincia a girare dei film: tra i  suoi documentari si ricordano Beauty Knows No Pain (1971) Red White and Blue Glass (1973) e The Glass Makers of Herat(1997)

Negli anni ‘80 Elliott Erwitt produce 17 commedie satiriche per la televisione pe dagli anni ‘90 fino ad oggi continua a svolgere una intensa e varia vita professionale, che tocca gli aspetti più disparati della fotografia.

Tra le sedi espositive più prestigiose dove Erwitt ha presentato i suoi lavori, si segnala The Museum of Modern Art a New York, The Chicago Art Institute, The Smithsonian Institution a Washington D.C., The Museum of Modern Art di Parigi (Palais de Tokyo), The Kunsthaus a Zurigo, il Museo Reina Sofia a Madrid, The Barbican a Londra, The Royal Photografic Society a Bath, The Museum of Art del New South Wales a Sydney.


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