Rita Fenini

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A 10 anni dalla storica mostra dedicata a Gustav Klimt, alla Tate Liverpool un'altra esposizione di grande impatto, che vuole essere un "incontro ravvicinato" fra due affascinanti e discusse personalità dell’arte moderna e contemporanea, entrambe intrigate dal tema (e dalla nudità) del corpo: il pittore austriaco Egon Schiele, che di Klimt fu brillante allievo e la fotografa americana Francesca Woodman che, sebbene sia morta molto giovane (al pari di Schiele), è sicuramente da annoverarsi fra gli artisti più innovativi e promettenti della sua generazione

Quando e Dove

La mostra Life in Motion: Egon Schiele/Francesca Woodman sarà visitabile sino al 23 settembre 2018 nelle sale della Tate Liverpool, Albert Dock, Liverpool L3 4BB, UK

Perché è interessante

Conosciuti entrambi per i loro nudi erotici e gli autoritratti, il percorso espositivo mette in risalto il rapido e intuitivo tracciato di Schiele e l'estro tecnico delle immagini della Woodman che, alla fine del Novecento, tradusse in fotografia le atmosfere evocate dalle opere pittoriche e grafiche dell'artista austriaco

I disegni di Schiele, sorprendentemente "grezzi" e diretti, hanno uno stile unico e distintivo, fatto da segni rapidi e linee nette, per rappresentare in tutta la la loro potenza l'energia e la sensualità dei soggetti ritratti, sia che si tratti dell'artista stesso o delle numerose modelle che per Schiele hanno posato, personificazioni di due temi molto ricorrenti nella tematica schieliana: l'angoscia e il conflitto lacerante tra vita e morte

La Woodman, dal canto suo, usava lunghe esposizioni per creare immagini sfocate ed esaltare la potenza visiva del soggetto che, come quelli di Schiele, vibrano di potenza ed energia. E proprio come Schiele, spesso la Woodman si metteva al centro dei suoi lavori, usando oggetti e materiali ordinari - come specchi e pioli - per trasformare le sue parti del corpo in versioni distorte e surreali, unica alternativa alla prigionia imposta dalla vita e al male di vivere che ha attraversato tutto il Novecento (e che ha portato l'artista a morire suicida a soli 23 anni)

Interrogata sul motivo per cui è stata oggetto delle proprie fotografie, Woodman ha risposto "È una questione di comodità, sono sempre disponibile".

In questa interessante mostra, l'incontro ravvicinato tra questi due artisti eccezionali offre una forte esperienza visiva e una nuova prospettiva sulle loro opere, così particolari ed intense

Egon Schiele, cenni biografici

Egon Schiele nacque il 12 giugno 1890 a Tulln, vicino a Vienna.

Poco interessato alla maggior parte delle discipline scolastiche, dimostrò un talento molto precoce per il disegno: la sua infanzia fu però presto sconvolta dalla malattia mentale del padre e dalla sua precoce morte - avvenuta quando Egon Schiele aveva 15 anni - un'esperienza che segnerà profondamente la sua pittura, dando al suo stile un'impronta malinconica.

Lo zio, Leopold Czinaczek, che divenne suo padrino, riconobbe il talento artistico del ragazzo e lo mandò, nel 1906, all'Accademia di Belle Arti di Vienna, dove Schiele fu lo studente più giovane: la conoscenza con Gustav Klimt, che all'epoca era il più famoso artista viennese Secessionista e che ammirò molto il giovane Schiele incoraggiandolo a proseguire sulla sua strada, lo influenzò in modo decisivo.

Nel 1908, a soli 18 anni, Schiele espone per la prima volta alcune delle sue opere e da quel momento in poi, nel giro di qualche anno, diventa uno degli artisti più conosciuti e stimati non solo in Austria, ma anche in Germania, Ungheria, Italia, Francia e in altri paesi europei

Ma il suo provocatorio stile pittorico, spesso in forte contrasto con la morale predominante, gli procurò anche molta ostilità: nel 1912 venne accusato di aver sedotto una minorenne e anche se venne prosciolto dall'accusa, passò ugualmente un mese in carcere, perché ritenuto colpevole di aver esposto materiale pornografico in un luogo accessibile ai bambini (nel suo studio) e, a scopo dimostrativo, venne pubblicamente bruciato uno dei suoi disegni.

Il 17 giugno 1915 si sposò con Edith Harms, ma poco dopo venne arruolato nell'esercito: riuscì però a sottrarsi alla trincea, facendo servizio nelle retrovie e continuando incessantemente a dipingere, a disegnare e a esporre.

Nel 1918, poco dopo aver esposto alla II mostra della Secessione, Egon Schiele e sua moglie si ammalarono di febbre spagnola che, il 28 ottobre di quell'anno uccise sua moglie (al sesto mese di gravidanza): tre giorni dopo, il 31 ottobre, morì anche Egon Schiele.

Francesca Woodman, cenni biografici

Francesca Woodman nacque a Denver, in Colorado, il 3 aprile 1958

Il padre, George, era un pittore astratto; la madre, Elisabeth, una ceramista e per questo, sin dall’infanzia, respira i sapori, i colori, le sensazioni e le emozioni dell’arte.

Il legame fra la Woodman e l’Italia fu sempre molto stretto: da bambina trascorreva a Firenze le sue vacanze estive e, a sette anni, frequentò tutto l’anno scolastico nella città medicea.

A tredici anni le viene regalata la prima macchina fotografica e da lì prese avvio la sua carriera artistica, molto influenzata dall’opera del pittore e scultore tedesco Max Klinger.

Lasciata l'Italia, la Woodman ritorna in America, dove frequenta il Rhode Island School of Designer, che conclude la sua formazione con la grande passione per Max Ray.

Il 19 gennaio del 1981, a soli 23 anni, si suicida buttandosi da un palazzo di New York: nello stesso mese è pubblicata la sua prima raccolta di fotografie dal titolo Some Disordered Interior Geometries – Alcune disordinate geometri interiori.


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