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''Chim prendeva la sua macchina fotografica nel modo in cui un medico estraeva lo stetoscopio dalla borsa, concentrando la sua diagnosi sul cuore. Il suo era vulnerabile''

Henri Cartier-Bresson

 

Ha inaugurato il 3 aprile a Palazzo Reale di Torino David Seymour Retrospettiva , mostra monografica dedicata a uno dei più leggendari fotoreporter del XX secolo: David Seymour (1911-1956) co-fondatore nel 1947 dell’agenzia Magnum Photos insieme a Henri Cartier-Bresson e Robert Capa. L’esposizione è l’occasione per far conoscere a un vasto pubblico il lavoro di David Seymour e la sua fondamentale eredità nel campo del fotogiornalismo. Il percorso espositivo si compone di 127 fotografie in bianco e nero, suddivise in 9 sezioni (Francia, La Guerra Civile in Spagna, Germania, L’Europa dopo la Seconda guerra mondiale, I bambini della guerra, Israele, Egitto, Celebrità, Ritratti di Chim), che illustrano le tappe fondamentali della sua intensa carriera.

 

David Seymour , al secolo David Szymin – in seguito abbreviato nello pseudonimo Chim (pronuncia Scim) – nasce a Varsavia il 20 novembre 1911 da una famiglia benestante di ebrei polacchi (il padre è uno stimato editore di libri Yiddish). Dopo gli studi in arti grafiche a Lipsia, inizia la carriera fotografica a Parigi nel 1933, dove frequenta e diventa amico di Robert Capa e Henri Cartier-Bresson, dal cui sodalizio amicale e lavorativo nascerà nel 1947 l’agenzia Magnum Photos, alla quale si aggiungeranno successivamente George Rodger e William Vandivert. Intellettuale umanista, appassionato di politica, conoscitore di sei lingue, David Seymour è uno dei primi fotoreporter di guerra: ama considerarsi un artigiano della fotografia, non un artista; utilizza una macchina fotografica all’avanguardia, una Leica 35mm, per riuscire a rendersi anonimo nel momento dello scatto e poter così immortalare persone e fatti nella maniera più autentica possibile, spingendosi fin nel cuore dell’azione.

 

Segue i più significativi eventi politici dell’epoca per importanti riviste, tra cui ''Life''e ''Regards'', a cominciare dalla Guerra Civile in Spagna, durante la quale scatta la celebre foto della madre che allatta il suo bambino nel corso di una manifestazione contadina, diventata inconsapevolmente un simbolo e un’icona di quella rivolta. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, ripara a New York, ma riesce a tornare in Europa nel 1943 arruolan- dosi nella US Air Force, con il delicato compito di fotointerprete delle immagini aeree. Documenta il suo tempo senza riserve, nutrito da una forte coscienza sociale che lo porta a non sottrarsi mai, nemmeno di fronte alla difficoltà di raccontare l’infanzia rubata degli orfani di guerra: in questi scatti riversa tutta la sua sensibilità ed empatia. La sua serie più celebre è infatti I bambini della guerra , realizzata per l’Unicef negli anni del dopoguerra. Si tratta di immagini toccanti, che hanno attirato l’attenzione dell’opinione pubblica sull’incredibile numero di bambini orfani, mutilati fisicamente e spiritualmente.

 

David Seymour è stato ucciso a Suez nel 1956, mentre stava preparando un servizio per ''Newsweek'' sul conflitto arabo-israeliano, quattro giorni dopo la firma dell’armistizio: la macchina su cui viaggiava è stata crivellata da una mitragliatrice egiziana, durante il viaggio per documentare uno scambio di prigionieri feriti. Non si è mai sposato e non ha avuto figli: gli scatti indimenticabili che ha lasciato sono la sua unica eredità, e la sua lezione più importante è il profondo rispetto per l’uomo che da essi trapela.

 

DAVID SEYMOUR RETROSPETTIVA

3 aprile - 14 settembre 2014

Palazzo Reale piazzetta Reale, 1 - Torino

La mostra è organizzata da Silvana Editoriale, che ha pubblicato il catalogo della mostra, in collaborazione con Magnum Photos e con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte.

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