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Inaugura giovedì 19 marzo alle ore 18, presso Palazzo Morando a Milano, la mostra Brassaï. Pour l’amour de Paris, dedicata all'opera di uno dei più grandi fotografi del '900. L'esposizione propone una selezione di circa 260 scatti del celebre autore ungherese (naturalizzato francese), a testimoniaza dell'intenso rapporto che per oltre 50 anni lo ha legato alla Ville lumière, fino alla sua scomparsa nel 1984.

Nato nel 1899 a Brasso (l’attuale Braşov) in Transilvania, Gyula Halász - che prenderà il nome di Brassaï quando inizierà a fotografare, nel 1929 - arriva la prima volta a Parigi a soli 4 anni, con il padre, professore di letteratura che vi trascorre un anno sabbatico. Si formano così in lui dei ricordi che come "petites madeleines" lo legheranno per tutta l'esistenza alle atmosfere "d'incanto miracoloso" che lo affascinano bambino, restando impresse nella sua memoria.

La mostra si apre proprio con una raccolta di fotografie d’epoca, scattate ai primi del Novecento, attentamente ricercate e archiviate dall'artista quando ancora non aveva iniziato la pratica della fotografia, alla ricerca delle immagini mentali dell'infanzia che cercherà più tardi di ricomporre nei suoi stessi scatti, da quando nel 1924 tornerà a Parigi, una volta compiuti i suoi studi d'arte a Berlino, attratto dall'antica fascinazione per la città. 

Qui entra in contatto con poeti, pittori e intellettuali protagonisti del surrealismo e degli Années Folles di Montparnasse, in particolare avviando una importante collaborazione con Picasso. Corrispondente di giornali romeni, riviste ungheresi e tedesche, gli vengono richieste storie sensazionali e a tal fine si impegna nell’esplorazione della città, che gli appare come la terra d’elezione della fatalità, degli incontri casuali e del meraviglioso. Presto capisce che soltanto la fotografia gli consente di renderne le atmosfere e le emozioni particolari. Sono anni in cui Brassaï ricerca gli oggetti più ordinari e ne trasforma il significato, osa giustapposizioni insolite, defamiliarizza la percezione, decontesutalizza il reale trasformandolo in decoro irreale. 


Se "tutto può diventare banale, tutto può ridiventare meraviglioso." A Parigi "ero alla ricerca della poesia della nebbia che trasforma le cose, della poesia della notte che trasforma la città, della poesia del tempo che trasforma gli esseri…" Brassaï

Allo stesso tempo Brassaï inizia a inseguire, nella luce notturna della città, una Parigi insolita, sconosciuta e fino ad allora non considerata degna di attenzione. Durante lunghe passeggiate, racconta con i suoi scatti le vite delle persone comuni, dalle prostitute ai mascalzoni, dai lavoratori notturni di Les Halles ai frequentatori delle balere e dei cabaret. Frequenta "i veri nottambuli, coloro che appartengono al mondo del piacere, dell'amore, del vizio, del crimine e della droga”, tutto ciò che Prévert definisce come la "bellezza nel sinistro". Usando la luce artificiale che illumina la città e giocando con le sue ombre fotografa le imponenti architetture parigine e i suoi spazi pubblici, fissa l’insolita bellezza di silhouette sfuggenti tra i portici o delle nebbie lungo gli argini della Senna. 

Il viaggio alla scoperta degli angoli più nascosti della città continua però anche alla luce del giorno, quando il fotografo -e scrittore e cineasta - attraversa i quartieri della metropoli, catturandone lo spirito e documentando la vita reale che vi scorre, immortalando coppie di innamorati, pescatori, passanti mezzi addormentati, piccoli artigiani, circensi, cartomanti, senza tetto e persino cani, ma anche gli oggetti inanimati che abitano giardini, strade e piazze. 

Ideata da Philippe Ribeyrolles, nipote di Brassaï e gestore dell’omonimo Archivio (Estate Brassaï), per il Comune di Parigi, la mostra è stata esposta all'Hôtel de Ville a cavallo tra il 2013 e il 2014. 

Brassaï. Pour l’amour de Paris
a cura di Agnès de Gouvion Saint Cyr
20 marzo – 28 giugno 2015
Palazzo Morando | Costume Moda Immagine
via Sant’Andrea 6 Milano

A corredo della rassegna milanese sono previsti seminari a Palazzo Morando e una retrospettiva cinematografica, proposta dall’Institut français Milano presso la propria sala cinema nella sede di Corso Magenta 63, con proiezioni a ingresso libero il 31 marzo e il 14 e 21 aprile 2015, sempre di martedì alle ore 20.00.


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