In calendario dal 28 marzo scorso, continua fino al 28 giugno, allo Stadtmuseum di Monaco di Baviera, la mostra Anders Petersen - Retrospektive, dedicata alla carriera del grande fotografo svedese, classe 1944. Un'esposizione che ripercorre, attraverso 400 fotografie  scelte dall'immenso archivio dell'artista, un'intera esistenza trascorsa immortalando vite da outsider, ai margini della società.

Nel corso di una lunga carriera, Petersen ha raccontato senza giudizi e con empatia, in potenti e "perturbanti" immagini in bianco e nero, un popolo che con l'autore ha in comune il rifiuto di convenzioni e regole sociali: dai club notturni alle carceri, dalle strade frequentate da prostitute, senzatetto e tossicodipendenti, agli ospedali psichiatrici, dagli asili alle case di riposo. 


«Se volete scoprire chi siete veramente dovete cercare situazioni aliene a tutto ciò che finora è stato vissuto come "normale". Dovete andare fino in fondo, e vi accorgerete che nel degrado c'è una mancanza di pressione che può essere liberatoria». Anders Petersen

Il percorso inizia con il primo progetto di Petersen, dedicato ai clienti abituali del Café Lehmitz (1978) di Amburgo, un bar frequentato per 3 anni, e arriva fino a progetti più recenti come Close Distance del 2002 o From Back Home del 2009. Realizzata in collaborazione con la Bibliothèque nationale de France, il Fotografiska Museet di Stoccolma e la Galerie Vu 'di Parigi, la mostre propone al pubblico anche un documentario realizzato dal fotografo in collaborazione con l'amico e collega svedese JH Engström.

Anders Petersen - Retrospektive
fino al 28 giugno 2015
Münchner Stadtmuseum
Monaco

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