Divisa i 16 sezioni, l'esposizione indaga - per la prima volta - la grande rivoluzione del mondo della fotografia (e in genere della visione) resa possibile dalle fotocamere Leica dagli anni Venti del Novecento fino a oggi.

Oltre 350 stampe d’epoca originali di celebri fotografi, documenti storici dall’archivio Leica, filmati, locandine pubblicitarie vintage, riviste storiche e prime edizioni di libri, accompagnano il visitatore in un viaggio nel tempo e nella storia, alla scoperta di quei cambiamenti rivoluzionari permessi da un’innovazione tecnologica come la “Ur-Leica”, il primo apparecchio 35mm efficace che non solo rappresentò un cambiamento radicale nel campo della fotografia, ma innescò, insieme ai modelli Leica prodotti successivamente, una significativa metamorfosi nella nostra percezione della società e del mondo circostante.

La mostra è promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, con il patrocinio della Regione Lazio, prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia e Contrasto ed è a cura di Hans-Michael Koetzle, tra i più rinomati curatori e critici della fotografia.

Dove

Ad ospitare l'esposizione, il Complesso del Vittoriano - Ala Brasini in Via di S. Pietro in Carcere, Roma

Quando

"I Grandi Maestri. 100 Anni di fotografia Leica" sarà aperta al pubblico dal 16 novembre 2017 al 18 febbraio 2018 nei seguenti giorni e orari

Dal lunedì al giovedì   9.30 - 19.30
Venerdì e sabato        9.30 - 22.00
Domenica                  9.30 - 20.30

(La biglietteria chiude un'ora prima)

Perchè è interessante

La mostra al Vittoriano propone le immagini dei più grandi interpreti internazionali che hanno fatto della Leica il proprio strumento creativo: dalle fotografie in bianco e nero di Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Sebastião Salgado, Elliott Erwitt e Gianni Berengo Gardin, fino al colore di William Eggleston, Fred Herzog e Joel Meyerowitz, lo spettatore potrà ammirare il meglio della fotografia internazionale con uno sguardo privilegiato sull’Italia.

Accanto alle immagini di Gianni Berengo Gardin, l’esposizione romana dedicherà spazio anche alle fotografie di altri interpreti italiani d’eccezione come Piergiorgio Branzi, Paolo Pellegrin, Valerio Bispuri e Lorenzo Castore.

Leica

Nel 1914, l'ingegnere ottico Oskar Barnack mette a punto la prima fotocamera per il formato da 35 mm.: l'ideazione della "Ur-Leica" segna la nascita di una fotografia dinamica e con un'enorme portata creativa, capace di offrire al fotografo innumerevoli nuove forme di espressione e permettendogli di osservare il mondo in molti modi

L’esistenza di un nuovo apparecchio, duttile e flessibile, in grado di seguire il fotografo ovunque andasse e in qualsiasi situazione, da quelle più intime alle più ufficiali, ha permesso a generazioni di autori di vedere, immaginare, documentare e riprendere in un modo diverso la realtà.

Non c’è stato fotografo Leica che non abbia avuto un attaccamento speciale alla propria macchina: primo tra tutti Henri Cartier-Bresson, che non riuscì mai ad allontanarsi dalla Leica, tanto da affermare: “Le altre macchine fotografiche che ho provato mi hanno sempre convinto a ritornare a lei… Finché farò questo lavoro, questa è la mia macchina fotografica”.

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