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È stata data ieri sera, nel secondo giorno di soccorsi, la conferma ufficiale delle prime quattro vittime dell'inattesa, spettacolare e letale eruzione del vulcano Ontake, situato nel Giappone centrale tra le prefetture di Nagano e Gifu. La polizia nipponica ha però reso noto che sono 31 le persone in stato "di arresto cardiaco e respiratorio": una formula improntata alla massima prudenza, fino alla definitiva certificazione medico-legale della morte. Stamane un elicottero è riuscito a trasportare sei dei 27 corpi ancora intrappolati sulla cima, trasferiti in un ospedale per la conferma del decesso.

Risvegliatosi improvvisamente nella mattinata di sabato, l’Ontake ha scagliato verso il cielo una miscela di gas, materiale piroclastico, cenere e una colonna di fumo di oltre 10.000 metri, sorprendendo circa 300 escursionisti che si trovavano sulle sue pendici e vicino alla sua sommità. Sono 42 le persone ferite, che hanno subito diverse fratture. Non ci sono certezze sul numero dei dispersi. Le attività degli oltre 550 uomini impegnati nei soccorsi (polizia, vigili del fuoco e militari delle Forze di Auto-difesa), andate avanti tra difficoltà crescenti fino allo stop definitivo del pomeriggio di ieri "per l'alta concentrazione di zolfo”, sono riprese stamttina.

La coltre di cenere che copre il monte ha superato il mezzo metro e il paesaggio fiabesco che fa dell'Ontake una delle tappe naturalistiche più popolari per ammirare i colori dell'autunno nipponico, con l'unicità dei cinque laghi vulcanici a ridosso del cratere, è divenuto spettrale.

Con i suoi 3.067 metri, il Monte Ontake è il secondo vulcano del Paese per altezza dopo il Monte Fuji. Che fosse capace di eruzioni improvvise e violente era noto dal 1979, quando si risvegliò dopo un sonno durato 7.000 anni. Fino ad allora era stato a torto considerato inattivo. L'ultima sua eruzione si ebbe nel 2007.

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