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Fotografia criminale: mugshot d'epoca dall'Australia

Dal vasto archivio della polizia forense del New South Wales australiano, una serie di mugshot scattate tra il 1910 e il 1930: volti di borseggiatori, truffatori, spacciatori, teppisti...in immagini dal grande fascino

Nel 1990 la fondazione Historic Houses Trust del New South Wales, lo Stato australiano del Nuovo Galles del Sud, ha recuperato e messo in sicurezza, da un magazzino allagato, un'importante collezione di fotografie realizzate dal Dipartimento di polizia forense di Sydney. Si tratta di un archivio, costruito tra il 1921 e il 1964, contenente approssimativamente 130.000 negativi su lastra di vetro, raffiguranti principalmente scene del crimine, prove forensi e attività di polizia. Si presume sia la più grande collezione di fotografia criminale dell'emisfero australe, che la Fondazione ha il compito di conservare, digitalizzare e ricatalogare.

Di questo sterminato archivio fanno parte anche le cosiddette mugshot (letteralmente: foto della faccia, laddove mug è un termine dello slang inglese che significa, appunto, faccia, e shot sta per scatto) ossia le foto segnaletiche di persone arrestate in seguito a dei reati o nell'ambito di inchieste giudiziarie. Una serie di circa 2500 "fotografie speciali" di questo genere, realizzate dal Dipartimento di polizia di Sydney tra il 1910 e il 1930, per lo più presso la Stazione centrale di polizia della città, nel passato recente è stata oggetto di una mostra e ha trovato spazio in due pubblicazioni realizzate dal museo: City of Shadows (oggi esaurito) e Crooks Like Us .

Peter Doyle, curatore dei due volumi, ha scritto: "Si tratta di uomini e donne da poco pizzicati per strada, spesso sui loro volti si legge ancora l'apprensione per il loro dramma. Diversamente dai soggetti delle fotografie segnaletiche delle persone già in prigione, i protagonisti di questi scatti sembrano avere avuto il permesso - o forse essere stati invitati - ad assumere una posizione composta di fronte alla macchina fotografica. La loro identità, immortalata negli scatti, emerge quindi con maggiore naturalezza, risultato dell'alchimia di caratteristiche innate, storia personale, abitudini apprese, idiosincrasie, scelte di stile personale (come il taglio dei capelli, l'abbigliamento e gli accessori) e le loro caratteristiche fisiche".

In questa gallery ecco una selezione di quelle fotografie: volti di presunti o effettivi borseggiatori, ladri e truffatori, scassinatori, spacciatori e teppisti. Uno sguardo sulla fotografia criminale, "uno dei non pochi generi della fotografia che sono stati rimossi dalla cultura fotografica ufficiale come dalle storie generali del mezzo", come ebbe a scrivere Ando Gilardi nel suo Wanted!: storia, tecnica ed estetica della fotografia criminale, segnaletica e giudiziaria .

Vedi anche la gallery dedicata alle mugshot al femminile tratte dallo stesso archivio.

Police Forensic Photography Archive/Justice and Police Museum/Historic Houses Trust of New South Wales

Stazione centrale di polizia di Sydney, 15 febbraio 1922. Il sospettato Joseph Messenger, arrestato nel 1921 per aver fatto irruzione in un magazzino militare e rubato stivali e cappotti per un valore di 29 libbre e 3 scellini. All'epoca di questa fotografia era accusato di aver scassinato un'abitazione.  

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