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Secondo quanto dichiarato il 16 luglio dal vice segretario generale per i diritti umani delle Nazioni Unite, Ivan Simonovic, durante una riunione del Consiglio di Sicurezza, sono almeno 100.000 le persone morte finora nel conflitto che dal marzo del 2011 sta dissanguando la Siria, dove ogni mese continuano a morire circa 5.000 persone. ''Il numero estremamente elevato dei morti - ha detto - mostra il deterioramento estremo del conflitto''. Simonovic ha affermato inoltre che in Siria vengono commessi sistematici crimini di guerra e violazioni dei diritti umani. Enorme è anche il problema dei profughi: dall'inizio di quest'anno, una media di oltre 6.000 persone al giorno ha lasciato il Paese. Secondo l'Alto Commissario ONU per i Rifugiati, Antonio Guterres, "era dai tempi del genocidio in Ruanda, quasi vent'anni fa, che non si assisteva a un esodo di simili proporzioni".

La guerra civile in atto da 27 mesi, nata a partire dalla rivolta popolare contro il regime di Bashar al Assad, sull'onda delle "primavere arabe", fortemente contrastata dall'esercito governativo, si è trasformata nel tempo in un conflitto sempre più grave e molto complesso, nel quale sono entrati anche numerosi soggetti "esterni", come l'ala militare del movimento sciita al governo in Libano, che negli ultimi mesi sta contribuendo alla riscossa militare del regime di Assad.

 

Con queste immagini, scattate nel corso del mese di luglio 2013, vi proponiamo uno sguardo sulla vita quotidiana di un Paese in conflitto, tra le città distrutte, gli scontri tra le forze ribelli e le truppe pro-governative, i profughi sfollati nei campi.

 

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